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Paul perse tutto: la famiglia, il lavoro, la casa
e se ancora c’era stato in lui un briciolo di speranza per riparare le cose, dopo l’ultima sciagura smise di lottare.
Non aveva idea di che cosa fare per rimediare,
non sapeva dove andare o come mettere a posto la situazione.
In città non conosceva nessuno che lo potesse ospitare,
perciò raccolse le poche cose che potevano servirgli e si diresse sino al mare.
Era inverno,
l’aria fredda quasi non lo faceva respirare,
ma dentro di sé qualcosa diceva che doveva restare,
doveva solo cercare un luogo dove riposare
e poi le cose si potevano aggiustare.
Vagò per ore,
si era ormai abituato alla temperatura ma i morsi allo stomaco lo avvisavano che era affamato
e quando stava per buttarsi a terra, ormai sfinito, intravide un faro.
Si precipitò al suo interno,
era disabitato e sporco, si capiva che nessuno lo aveva occupato per anni
così ne fece la sua nuova abitazione.
Per caso o per fortuna trovò qualcosa da mangiare,
delle scatolette di pesce così si poté sfamare
e dopo cena su un materasso scassato si sdraiò e si addormentò.
La mattina dopo, il sorgere del sole lo risvegliò
quella visione emozionante lo scosse e, nel silenzio del suo riparo, si commosse.
Nel nuovo giorno pieno di speranza si alzò e scoprì un mare limpido e cristallino,
gli uccelli cercavano da mangiare e si libravano nel cielo,
i pesci erano così entusiasti che ogni tanto guizzavano fuori dall’acqua e contemplavano il cielo,
e in lontananza vide un volto umano.
Teneva al guinzaglio un cane e correva verso l’orizzonte,
faceva passi lunghi e lo sguardo incollato al cielo
era come se da un momento all’altro si dovesse fondere con le nuvole.
Paul pensò che quella era la vita che un uomo potesse mai desiderare,
e anche se guardandosi attorno non è che vivesse nella casa migliore del mondo
si sarebbe potuta aggiustare.
Gli balenò alla mente un pensiero “una casa non è solo un luogo in mattoni e cemento dove potersi riparare,
ma soprattutto un luogo pieno di ricordi, emozioni e sensazioni che ci sono da una vita
o che si possono creare.
È il posto in cui ognuno sta bene e in pace con se stesso
senza cercare nessun compromesso.”
Avrebbe vissuto con ciò che la natura gli offriva
con il rispetto per gli animali e per la vita
con la voglia di riuscire a migliorare,
aprire la sua anima per poter imparare.
In fondo non aveva niente ma solo se stesso
ma non è questo l’importante se riesci a vivere con successo,
non quello materiale ma i pensieri positivi
nuovi pensieri e tanti sorrisi.
Mentre riordinava il faro trovò un diario,
era di un marinaio che lo curava ed ogni sera lo accendeva
era il segnale perché le navi non si perdessero;
soprattutto ne aspettava una in particolare
che da più di un anno si aggirava per il mare,
erano i suoi figli e non li poteva abbandonare.
Poi la tristezza assalì la sua vita
quando aveva saputo che una tempesta aveva colto di sorpresa l’equipaggio
e molti erano spariti senza più tornare.
Il marinaio aveva cominciato ad odiare quel bagliore
e si era rifugiato lontano per dimenticare.
Paul non sapeva quanto fosse passato da quel giorno,
ignorava cosa fosse realmente accaduto
se i ragazzi fossero davvero morti o naufragati in un posto sperduto
così a quell’uomo disperato decise di dare una mano d’aiuto.
Dopo aver aggiustato la sua nuova dimora accese il faro,
se l’uomo si era dato per vinto lui no,
avrebbe fatto girare ininterrottamente quella luce
e anche se avesse dovuto aspettare del tempo sapeva che qualcosa sarebbe certamente successa.
La pazienza e la tenacia sono virtù importanti
e tempo dopo ecco arrivare a lui molte navi, tra cui quella dei ragazzi.
Si era persa tra le isole e aveva vagato
ma con il bagliore del faro era tornata in porto.
Ora restava soltanto una cosa da fare: cercare il loro padre
che sicuramente nella casa natia era tornato.
Paul li accompagnò e la famiglia si rappacificò.
Il marinaio era ora molto vecchio e finalmente contento,
il ragazzo capì che quella era la più grande felicità della vita: ritrovare qualcuno che si è tanto amato.
Paul tornò al faro dove visse sempre solo
ma condivise con tutto ciò che lo circondava degli anni felici, facendosi egli amici ed essendo aiutato dalle famiglie del luogo.
Il mare può sottrarti delle persone o farle ritrovare,
può essere oscuro o lo puoi apprezzare,
l’importante, in tutte le occasioni, è guardare sempre avanti e continuare a sperare
anche quando sembra non ci sia più niente da fare.
Per il male del cuore è uno dei pochi che ti può aiutare.

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