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Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, perché uno di questi giorni lo sarà

Mese

giugno 2016

Recensione da Elena Passione Libri

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pp. 116
ed: Marco Del Bucchia Editore
prezzo: 12,00

TRAMA:

Cinque racconti – in cui fantasia  e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, Andrè e della stellina Irina.

                                           “Tieni sempre accesa la tua mente, 
                                        non smettere mai di inventare storie 
                                          e di rifugiarti in   esse quando vuoi.”
 
 

COMMENTO PERSONALE:

Per prima cosa ringrazio di cuore Sabrina per avermi contattato e dato così la possibilità di leggere il suo libro.
Sabrina Biancu è una ragazza nata a Oristano il 03 dicembre del 1981, vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l’adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari. E’ passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, “Luce Azzurra” (Boopen 2009) e questo libro.
In questi cinque racconti, ti troverai a viaggiare in un mondo fantastico e allo stesso tempo molto reale, con un forte insegnamento morale, che fa’ da stimolo per continuare a sognare. Per chi avesse perso la capacità di stupirsi delle meraviglie della vita, ti aiuterà a ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
Ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare: con Elia conosceremo l’animo buono di che mette a disposizione la sua cucina senza chiedere nulla in cambio se non delle chiacchierate; Rosy, bambina viziata, grazie al suo anatroccolo si farà un esame di coscienza per capire cosa devo migliorare; Tea, dopo aver perso il figlio ha smesso di avere amici e di vivere, sarà l’animo buono di un bimbo di nome Pietro a farle capire da dove viene veramente il suo male; Desideria, ragazzina sempre allegra, aveva smesso di sorridere dopo un’epidemia che le aveva deturpato il viso, ma il suo amico André che le vuole molto bene le farà capire che ciò che conta di più è la bellezza interiore; la stellina Irina, infine, a differenza degli altri astri, ha uno scopo nella vita e aiuterà una giovane donna a capire che un amore non corrisposto si deve lasciar andare.
Questi cinque racconti, personalmente mi sono piaciuti molto e sinceramente non saprei quale scegliere, sono storie molto diverse ma legate da un filo magico…
Cerchiamo di far conoscere e incentivare la lettura di scrittori giovani e soprattutto italiani.
Grazie Sabrina, ovviamente sempre disponibile a leggere altri tuoi racconti.

 

 

 

http://elenapassionelibri.blogspot.it/2016/06/il-mondo-dellaltrove-di-sabrina-biancu.html

Le 7 meraviglie del mondo moderno


Le meraviglie del mondo non sono 7, bensì il triplo. Vengono infatti suddivise in 3 categorie: le 7 Meraviglie del Mondo Antico, del Mondo Naturale e del Mondo Moderno.

Le meraviglie scelte
Dopo aver elencato ed analizzato le 7 meraviglie del mondo antico, presentiamo adesso le 7 meraviglie del mondo moderno, chiamate anche leNuove 7 Meraviglie del mondo.
La storia intorno a queste nuove meraviglie è piuttosto particolare. Infatti si è trattato di un’iniziativa da parte di una società svizzera, la New Open World Corporation (NOWC), che in occasione delle Olimpiadi di Sidney nel 2000, lanciò questo referendum via internet per stabilire, a distanza di circa 2.400 anni, quali fossero le nuove meraviglie del mondo.

Un’iniziativa “social“, diremmo oggi, che riscosse un enorme successo. Dopo varie scremature e selezioni, la decisione finale fu più volte rimandata, fino ad una data piuttosto azzeccata, direi, trattandosi delle 7 meraviglie del mondo moderno: il 7/07/07!
Giunse in finale persino l’unica delle “vecchie” meraviglie ancora rimaste in piedi: la Grande Piramide di Giza, che però fu esclusa dal concorso ed eletta “Meraviglia Onoraria“.
Quali furono, quindi, le 7 finaliste e vincitrici? Ecco le Meraviglie del Mondo Moderno!

Grande Muraglia Cinese

 

Muraglia cinese
Realizzata nel 215 a.C., aveva il compito di difendere il territorio cinese dalle invasioni dei Mongoli; tentativo fallito, visto che le numerose porta presenti lungo il perimetro costituirono punti troppo deboli strategicamente.
Misura ben 8.851,8 km, anche se secondo recenti stime la reale lunghezza sarebbe di 21.196,18 km.
Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1987.

Petra – Giordania

Petra - le 7 nuove meraviglie
Si tratta di un sito archeologico, Patrimonio Unesco dell’Umanità dal 1985, con numerose facciate intagliate nella roccia corrispondenti a sepolcri.
Il suo fascino così unico e particolare ha richiamato anche registi che hanno scelto Petra come set per alcuni film di avventura e fantascienza, comeIndiana Jones e l’Ultima Crociata, oTrasformers – La vendetta del Caduto.
Dall’ingresso orientale si può vivere una esperienza mistica, attraversando una profonda fessura tra le rocce (ilSiq) fino a raggiungere un ampio spiazzo che ospita il cosiddetto “Tesoro del Faraone“, con una facciata totalmente incisa sulla roccia.

Cristo Redentore – Rio de Janeiro

Cristo redentore Rio de Janeiro
In cima al Monte Corcovado, a 700 metri s.l.m., è una delle più famose rappresentazioni di Gesù Cristo e simbolo della città.
Inaugurato in tempi piuttosto recenti, nel 1931, la statua è alta 38 metri (8 il solo basamento), è accessibile tramite una linea ferroviaria o, per i più audaci, salendo 222 gradini.

Machu Picchu – Perù

Machu Picchu
La Città Perduta, uno dei luoghi più misteriosi al mondo, appartenuto e creato da una delle civiltà più enigmatiche: gli Inca.
Letteralmente la “Montagna Vecchia“, pare sia stata costruita come residenza estiva dell’imperatore Pachacùtec nel 1440.00

Il Cammino Inca, la Porta del Sole, ilTempio della Luna, luoghi sacri e mistici, panorami da strabuzzare gli occhi: se non è una meraviglia del mondo questa…!

Chichén Itzá

Piramide di Chicen Itza
Se pensavate che fosse misterioso il Machu Picchu… benvenuto allora nellaterra dei Maya!
Chichén Itza è un complesso archeologico che copre un’area di 3 km quadrati.

Letteralmente “alla bocca del pozzo degli Itza“, questi ultimi sono un gruppo etnico il cui nome vuol dire “Stregoni dell’acqua“.
Il fiore all’occhiello è sicuramente laPiramide di Kukulcan, chiamata comunemente “El Castillo“: qui, durante gli equinozi di primavera e Autunno, un gioco di luci al calare del sole proietta un’ombra a forma di serpente piumato lungo la scalinata nord: chi è il serpente piumato? Proprio Kukulkcan!

Colosseo – Roma

Colosseo
Benvenuti in Italia! Non poteva mancare il Bel Paese, la nazione con la più alta concentrazione di meraviglie ed opere d’arte. Il Colosseo di fatto fa un po’ da rappresentante dell’Italia, ed agli occhi degli stranieri ne è uno dei simboli più famosi e riconosciuti.

Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, è il più grande anfiteatro al mondo, con una capienza di 50.000 spettatori.
Costruito tra il 72 e l’80 a.C., veniva utilizzato per spettacoli di vario genere: Munera, lotte fra gladiatori,Venationes, lotte tra animali, Noxii, esecuzione di condannati da parte di animali o di altro genere.

Taj Mahal – India

Taj Mahal
Si tratta di un mausoleo fatto erigere dall’imperatore per la sua moglie preferita.
Al di là dell’impressionante bellezza architettonica e creativa, la sua straordinarietà sta anche in un particolare aspetto: esso infatti si presenta sempre diverso in base alle ore della giornata: il gioco di lucicreato dal marmo che lo riveste interamente, insieme alle pietre preziose in esso incastonato, lo ricoprono di una luce rosa, bianca o dorata.

La perfetta simmetria della costruzione la rende quasi surreale: si racconta addirittura che l’imperatore, al completamento dell’opera, mozzò le mani degli operai e decapitò il progettista in modo che mai al mondo sarebbe stata eguagliabile la bellezza del Taj Mahal.

Le altre finaliste

Le meraviglie del mondo moderno
Di seguito sono elencate le altre meraviglie giunte sino in finale ma escluse dalle “magnifiche 7”.

  • Piramidi di Giza – Egitto
  • Acropoli di Atene – Grecia
  • Alhambra, Granada – Spagna
  • Angkor Wat – Cambogia
  • Moai dell’Isola di Pasqua – Cile
  • Tour Eiffel, Parigi – Francia
  • Hagia Sophia, Instanbul – Turchia
  • Tempio di Kiyomizudera, Kyoto – Giappone
  • Cremlino e Piazza Rossa, Mosca – Russia
  • Castello di Neuschwanstein, Füssen – Germania
  • Statua della Libertà, New York – Stati Uniti
  • Stonehenge, Amesbury – Regno Unito
  • Teatro dell’opera di Sidney – Australia
  • Timbuctu – Mali

Meraviglie ufficiali

Fonte: travel 365

Recensione da Barbaggianate

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In questa domenica da leoni (per il caldo, mica per altro xD ), vi lascio in compagnia della recensione di un libro che racchiude 5 short stories magiche ma che ti fanno riflettere….

~ Il libro

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 116
Editore: Marco Del Bucchia (31 agosto 2015)
Collana: Vianesca. Poesia e narrativa

Genere: Narrativa
ISBN-10: 8847107857
ISBN-13: 978-8847107854

~ L’autrice

Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l’adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente, uno stato d’animo positivo, il ricordo di una giornata; cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione
Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

Potete raggiungerla su:
-> Il profilo personale di Facebook
-> Il blog personale

~ Considerazioni personali

La copertina del libro è delicata così come lo sono le storie al suo interno anche se, forse, è un po’ fuorviante. Almeno, da come ho percepito io il libro.

Non parliamo di una storia unica ma bensì di 5 storie brevi che, a modo loro, ci insegnano qualcosa.
Dal modo in cui è scritto, è sicuramente un libro rivolto ad un pubblico giovane; possiamo sicuramente definirlo un libro di formazione che ci aprono gli occhi di fronte a storie (quasi) quotidiane che nascondono l’importante valore dell’amore in tutte le sue sfumature.

Citando il Vangelo, “amerai il prossimo tuo come te stesso” è proprio la frase, forse banale ma non scontata, sulla quale si basa il libro, come un unico fino conduttore nelle diverse storie proposte.
Partendo dal povero Elia, abbandonato dalla famiglia, senza più un tetto sulla testa e senza un lavoro che viene salvato dal giovane Nico con il quale instaura una profonda amicizia.
Passiamo poi alla inconsolabile piccolaRosy alla quale viene regalato unanatroccolo per compagnia dal quale imparerà l’importanza di non essere egoista e condividere l’amore con le persone care.
Tea, dal canto suo, ritroverà il coraggio di compiere un grande gesto d’amore dopo aver perso il suo unico figlio, anche grazie al piccolo Pietro che le aprirà gli occhi di fonte alle cattiverie che si dicono sul suo conto.
Mentre Desideria, dalla bellezza invidiabile, si chiude in casa e si nasconde dal mondo dopo un terribile incidente che la lascia deturpata in viso. Ma solo l’amore del suo caro amico d’infanzia riuscirà a farle cambiare idea.
Infine, un atto d’amore del tutto inaspettato porterà la stella Irina ad abbandonare la sua vita in cielo per donare felicità ad una giovane donna lasciata dal suo amato.

Le storie non sono presentate come normali atti quotidiani ma ognuna di loro nasconde un po’ di magia, come animali e stelle che parlano, persone e luoghi che scompaiono da un giorno all’altro, luoghi incantati nascosti nei boschi accessibili solo ai puri di cuore, rose dal cattivo temperamento…

Storie semplici, scritte in modo semplice che lasciano spazio al ragionamento e anche un po’ alla commozione :p

~ Estratto

“C’è un’altra cosa importante che hai imparato?”
“Non mi sento più tanto inutile, anzi, so di essere importante, che anche io ho un compito in questo mondo.”
“E poi ora hai fiducia in te, nelle tue capacità. Ricordi che ti dissi prima di partire? Il buio di cui era intrisa la stanza erano le tue insicurezze, il timore di non essere all’altezza, di non fare mai abbastanza per dimostrare il tuo valore. Ma poi hai capito, chi ti ama lo fa per quello che sei, non devi dimostrare niente a nessuno.”
“Si, è vero!” disse arrossendo “Ora ho tanti amici e mi sento amato, quell’amore che ho tanto desiderato.”

 

~ Il voto

4 stelline per il bel messaggio che lascia.
Lo consiglierei tantissimo a lettori giovanissimi ma anche, perché no, a quelli non più giovanissimi 😉

Invenzioni nella Storia: 10 invenzioni importanti

Gli esseri umani sono una specie dotata di notevole intelligenza. Anche se siamo su questo pianeta da un tempo relativamente breve (considerando che la Terra ha 4,5 miliardi di anni), l’uomo moderno (Homo sapiens) ha ideato e creato alcune sorprendenti, a volte impensabili, cose.
Dal momento in cui per la prima volta si è cercato di creare strumenti taglienti sfregando la roccia per passare poi al debutto della ruota, l’uomo ha sempre cercato di inventare nuovi oggetti che rivoluzionassero il modo di vivere rendendolo più semplice.
Noi di Bald Mountain Science abbiamo deciso di elencarvi quali sono per noi le invenzioni più importanti di tutti i tempi.

10. La ruota

Fonti:

Come accennato precedentemente, una delle invenzioni più importanti è stata la ruota. Prima della sua ideazione, nel 3.500 a.C., gli umani erano molto limitati nel trasportare le merci da un luogo ad un altro. A quanto pare, la ruota stessa non era la parte più difficile dell’ “inventare la ruota”. Come dice l’antropologo David Anthony dell’Hartwick College, i veri problemi sono sorti quando è arrivato il momento di collegarla ad una piattaforma che non avrebbe dovuto muoversi.

Il colpo di genio è stato il concetto diruota e asse. Per unire questi due oggetti sono stati ideati tanti progetti perché bisognava far attenzione a diversi fattori. Per esempio, i fori al centro delle ruote e le estremità degli assi fissi, dovevano essere quasi perfettamente rotondi e lisci. Anche le dimensioni dell’asse erano importanti. L’asse doveva entrare all’interno del foro (che doveva essere né troppo stretto, e né troppo largo).
Alla fine, il duro lavoro è stato pagato e i carretti con le ruote hanno facilitato l’agricoltura ed il commercio, consentendo il trasporto di merci da e verso i mercati, ma anche il trasporto di persone per viaggi di lunghe distanze.
Oggi le ruote sono di vitale importanza e si trovano in quasi tutti gli oggetti, dagli orologi ai veicoli a turbine.

9. Il chiodo

Fonte: Wikipedia

Senza i chiodi, la civiltà sarebbe sicuramente sgretolata. Questa invenzione chiave risale a più di 2.000 anni fa, nell’antico periodo romano, ed è diventato possibile solo dopo che gli umani svilupparono la capacità di fondere e modellare il metallo. Precedentemente, le strutture in legno venivano costruite incastrando tra di loro i pannelli tramite un processo di costruzione più complesso.

Fino alla fine del 1700 e l’inizio del 1800, di norma i chiodi venivano battuti a mano da un fabbro ed avevano in genere una forma quadrata. Le macchine per produrre i chiodi furono introdotte solo alla fine del 1700. Da allora, la tecnologia per la lavorazione dei chiodi ha continuato a svilupparsi; con lo sviluppo della produzione dei chiodi in serie, pian piano il ferro è stato rimpiazzato con l’utilizzo di fili di acciaio dolce.

Nel frattempo, è stato migliorato l’uso di un altro oggetto: la vite, un oggetto di forte fissaggio, ma più difficile da inserire. Si pensa che la vite sia stata inventata nel III secolo a.C. dallo studioso greco Archimede.

8. La bussola

Fonte: Smith College Museum

Gli antichi marinai navigavano basandosi sulla posizione delle stelle, ma questo metodo non funzionava durante il giorno o in presenza di nuvole, per questo era pericoloso viaggiare lontano dalla costa.

I cinesi inventarono la prima bussola tra il IX e l’XI secolo. Essa era fatta da una calamita, un minerale di ferro naturalmente magnetizzato, le cui proprietà interessanti sono state studiate per secoli. (Nell’immagine affianco si può vedere un modello di un’antica bussola cinese della dinastia Han)
Poco dopo, la tecnologia è stata tramandata agli europei e gli arabi tramite in contatto navale. La bussola ha permesso ai marinai di navigare in sicurezza lontano dalla terra, aumentando i traffici marittimi e contribuendo alle esplorazioni geografiche.

7. La stampa

Fonte: MatthiasKabel | Creative Commons

L’invenzione della stampa risale al 1440 dal tedesco Johannes Gutenberg. La chiave della sua invenzione fu lastampa a caratteri mobili, una nuova tecnica di stampaggio che permetteva la rapida creazione di grandi quantità di caratteri metallici mobili.

Anche se altri prima di lui, tra cui cinesi e coreani, hanno sviluppato i caratteri mobili in metallo, Gutenberg fu il primo a creare un processo meccanizzato che ha trasferito l’inchiostro (fatto da olio di lino e fuliggine) dai caratteri mobili alla carta.

Con questo processo meccanizzato, la velocità di stampa crescette esponenzialmente, portando una diffusione rapida e capillare di libri e giornali. In Europa occidentale, nel 1500, sono stati stampati circa 20 milioni di volumi.

Tra le altre cose, la stampa ha permesso un più ampio accesso alla Bibbia, che a sua volta a portato ad interpretazioni alternative, tra cui quella di Martin Lutero che, con la stampa delle sue “95 tesi”, ha scatenato la Riforma protestante.

6. Il motore a combustione interna

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In questimotori, la combustione di un carburante rilascia un gas ad alta temperatura che, quando si espande, applica una forza su un pistone, muovendolo. Così. i motori a combustione convertono l’energia chimica in forza lavoro meccanica. Ci sono voluti decenni di studi affinché gli scienziati e gli ingegneri riuscissero a progettare un motore a combustione interna, che ha avuto la sua più attuale forma nella seconda metà del XIX secolo. Il motore ha inaugurato l’età industriale, oltre a consentire l’invenzione di una grande varietà di macchine, comprese le automobili moderne e gli aerei.

Nell’immagine accanto sono rappresentate le fasi operative di un motore a combustione interna a quattro tempi. I passaggi sono i seguenti:

  1. Aspirazione: si ha l’introduzione di aria o di una miscela aria-combustibile nel cilindro;
  2. Compressione: la miscela aria-combustibile viene compressa di volume, generalmente durante questa fase si ha l’inizio della combustione;
  3. Espansione: si ha l’espansione volumetrica dei gas combusti, generalmente durante le prime fasi d’espansione si ha la fine della combustione;
  4. Scarico: si ha l’espulsione dei gas combusti dal motore.

 

5. Il telefono

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Anche se diversi inventori hanno duramente lavorato per trovare un metodo ditrasmissione elettronico della voce, l’invenzione del telefono elettrico è ufficialmente attribuita al fiorentinoAntonio Meucci che nel 1871 dimostrò il funzionamento del suo apparecchio che chiamò “telettrofono”. Tuttavia, fu Alexander Graham Bell il primo a ricevere un brevetto nel 1876. In realtà nel 1871 Meucci aveva presentato un brevetto provvisorio, da rinnovarsi annualmente al costo di 10 dollari, ma aveva potuto rinnovarlo solo fino al 1873, non potendosi permettere la cifra di 200 dollari per il brevetto definitivo.
L’11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto, storicamente, ad Antonio Meucci la paternità del telefono.

Al di là delle questioni di brevetto, il telefono ha preso rapidamente larga diffusione ed ha rivoluzionato il business e la comunicazione globale dando vita ad una nuova era di comunicazione a distanza.

4. La lampadina

Fonte: Terren | Creative Commons

Quando si aveva a disposizione solo della luce naturale, la produttività era limitata alle ore diurne. Con l’invenzione dellelampadineil mondo è cambiato, permettendo di essere attivi anche durante la notte. Secondo gli storici, nel 1800, una ventina di persone hanno contribuito ad inventare le lampade ad incandescenza. Thomas Edison è accreditato come l’inventore principale perché nel 1879 ha ideato un sistema di illuminazione completamente funzionale, con un generatore ed il cablaggio, nonché una lampada a filamento di carbonio come quella nell’immagine accanto.

Così come l’introduzione dell’energia elettrica nelle case, anche l’invenzione della lampadina ha rivoluzionato tutto il mondo occidentale cambiando gli standard modelli di sonno. Invece di andare a dormire al tramonto (non avendo altro da fare), adesso le persone possono stare in piedi per più tempo e riposare quando si vuole.

3. La penicillina

Fonte: Farmacia Mengoli

Per il modo in cui è stata individuata, la penicillina è una delle più importanti scoperte. Nel 1928, lo scienziato scozzese Alexander Fleming notò nel suo laboratorio una piastra petri ricca di batteri con il coperchio accidentalmente socchiuso. Il campione era stato contaminato da una muffa e, ovunque essa era presente, i batteri risultavano morti. Questa muffa antibiotico era il fungoPenicillium e, nel corso dei successivi anni, i chimici hanno purificato e sviluppato il farmaco penicillina, in grado di combattere un enorme numero di infezioni batteriche senza danneggiare l’uomo.
La penicillina è stata prodotta in serie e pubblicizzata nel 1944.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, ha salvato molte vite, e nel 1945 Fleming vinse il Premio Nobel per la medicina. Ancora oggi questo antibiotico è utilizzato per combattere la maggior parte dei batteri gram positivi come gli stafilococchi e gli streptococchi, le spirochete (Treponema pallidum e Leptospira), gonococchi e meningococchi.

2. I contraccettivi

Fonte: PourFemme

Le pillole anticoncezionali, iprofilattici e altre forme dicontraccezione hanno portato ad una rivoluzione sessuale nel nuovo mondo consentendo agli uomini e alle donne di avere rapporti sessuali come forma di piacere e non solo per procreare. Tuttavia essi hanno ridotto drasticamente il numero medio di figlio per donna nei paesi in cui vengono utilizzati. Con meno bocche da sfamare, le famiglie moderne hanno raggiunto elevati standard di vita e sono in grado di gestire meglio ogni bambino. Nel frattempo i contraccettivi stanno aiutando la popolazione a stabilizzarsi poco a poco, il numero di persone si stabilizzerà entro la fine del secolo. Alcuni contraccettivi come iprofilattici, sono molto utili anche per evitare le malattie sessualmente trasmissibili.
Il primo contraccettivo orale “la pillola” è stata inventata alla fine del 1930 da un chimico di nome Russel Marker. Oltre a lui, altri scienziati stanno studiando altri metodi per controllare le nascite cercando anche una forma maschile di “pillola”.

1. Internet

Fonte: Creative Commons | The Opte Project

Non necessita di nessuna introduzione: l’interconnessione globale tra reti informatiche, conosciuta come Internet, viene usata da miliardi di persone in tutto il mondo. Innumerevoli persone hanno contribuito al suo sviluppo, ma la persona a cui più spesso si accredita quest’invenzione è l’informaticoLawrence Roberts. Negli anni ’60, un team di scienziati informatici che lavorano per il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ARPA(Advanced Research Projects Agency – Agenzia per i progetti di ricerca avanzata), ha costruito una rete di comunicazione, chiamata ARPANET, per collegare i computer all’interno dell’agenzia. E’ stato usato un metodo di trasmissione dati denominato “packet switching” (commutazione di pacchetto), che Roberts, un membro del team, ha sviluppato basandosi su un preliminare lavoro di altri scienziati informatici. L’ARPANET è stata la prima rete internet del mondo.

L’uomo è dotato d’intelligenza per questo continua ogni giorno ad inventare nuovi oggetti che ci cambiano la vita radicalmente mutando alcuni stili di vita o il modo di lavorare, proiettandoci in una dimensione completamente nuova. L’ingegno è segno del progresso della civiltà, della qualità della vita materiale, ma anche dei progressi della conoscenza, per questo l’uomo continuerà a fare ricerche.

 

 

 

Fonte: bmscience.net

Le migliori 10 invenzioni che hanno cambiato il mondo

Recensione da If you have a Garden and a Library

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Titolo: Il mondo dell’altrove.
Autore: Sabrina Biancu.
Casa Editrice: Del Bucchia.
Pagine: 116.
Trama: Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
Verso metà aprile vi avevo presentato questo libro in un post della serie interviste-presentazioni. In questo post vi avevo detto che avrei letto e recensito il libro. Ebbene, seppur con due mesi di ritardo, eccomi qui a dirvi cosa ne penso di questo libricino.
Si tratta di una raccolta di racconti (cinque per l’esattezza) e sapete bene che i racconti mi piacciono, mi permettono di avvicinarmi ad un autore nel suo stile di scrittura più diretto e distillato di tutti i fronzoli che si possono, invece, utilizzare in uno scritto più lungo.
Lo stile di Sabrina Biancu è molto semplice e lineare ed è proprio la sua semplicità che permette al Lettore di entrare in sintonia con queste storie tra il fantastico e il reale.
Il libro si legge molto velocemente, in un paio d’ore circa, e lascia con un sorrisino quando si gira l’ultima pagina. Credo che questo sia dovuto alla purezza e al candore dei racconti, a quei personaggi tanto reali e vicini a noi quanto fantastici.
Se siete tipi-da-racconto come me, questo libro sarà per voi una piacevole scoperta. Ovviamente, credo che per l’autrice sia solo l’inizio; in futuro saprà sicuramente fare ancora di più e ancora meglio, ma come partenza è buona.
Il mio racconto preferito è l’ultimo, quello della stellina Irina. L’ho trovato poetico, romantico e ben costruito.
Di più non posso dirvi. I racconti sono un genere personale per chi li scrive e per chi li legge. Ognuno ci trova qualcosa di diverso e personale.
A voi piacciono i racconti? O siete tipi-da-romanzo? In entrambi i casi, date una possibilità a questa autrice!

Recensione da 365 Days of Books

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Ben trovati! Per noi è un periodo impegnatissimo ma siamo tornate con una nuova recensione!! Dateci un’occhiata.
 
 

 

Autrice: Sabrina Biancu

 

Pagine: 116
Prezzo di copertina: 12 euro
Editore: Marco Del Bucchia Editore
Trama: Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
Recensione:

 

Il libro si snoda in cinque racconti che appartengono al genere della favola, con lo scopo di trasmetterci un messaggio, ogni storia infatti ci lascia qualcosa, un modo per crescere.
Nel prologo leggiamo di questo  bambino che non vuole crescere a cui una voce suggerisce di non smettere mai di inventare storie.  Nel primo racconto siamo sotto Natale ed il protagonista Elia ha perso tutto: moglie, figli, lavoro, casa, macchina. Ma un giorno conosce un giovane cuoco che lo aiuta. E se e non fosse Nico a dover aiutare Elia ma l’inverso?

Il secondo racconto,  parla di una bambina capricciosa che ha bisogno di compagnia, ad aiutarla sarà un anatroccolo, Quicky, che comunica con lei telepaticamente e diventa il suo migliore amico. Ma se anche questa storia nascondesse un segreto?

La terza storia  vede protagonista una donna  che ha perso il figlio e delle rose sono cresciute proprio dove è stato seppellito. Tea, è sempre sola ma ci sara un bambino che forse può cambiare le cose.
La quarta storia  narra di Desideria, che cresce con l’amico André. Peccato che lei, per colpa di un’epidemia, abbia il volto deforme e a causa di ciò si chiude in se stessa, rifiuta di farsi vedere anche dallo stesso André che, malgrado tutto, non si arrende.
L’ultimo racconto è “La piccola stellina”. La stella Irina scende dal cielo, anche se è vietato, e segue la storia infelice di una donna che è stata lasciata e che si è ripromessa di non innamorarsi più. Ma Irina non può sopportarlo e si sacrifica.
Nell’epilogo troviamo lo stesso bambino del prologo, ma ora è contento. Vi chiederete perche’?Correte a leggere questa storia per scoprirlo!
Insomma per concludere, questo libro fa bene all’anima, ci porta a sperare, ad immaginare, ad essere positivi e trovare sempre il bello anche nelle situazioni più brutte!



E noi siamo giunti al termine della recensione! Vi aspetto alla prossima!
– Ale

 

 

 

 

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Recensione da Dreaming Wonderland – Il mio Mondo Il mio paese delle meraviglie

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Review of the Week è una rubrica a cadenza settimanale, postata solitamente il sabato, nella quale si recensisce un determinato libro letto in precedenza, con annessa votazione.
 
Questa settimana: Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancu





Titolo Il mondo dell’altrove
Autore Biancu Sabrina
Prezzo  € 12,00
Dati 2015, 116 p.
Editore Del Bucchia  (collana Vianesca. Poesia e narrativa)
Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
La mia recensione:
Un bambino non vuole crescere, vuole rimanere sempre in sintonia col suo lato sognatore. Proprio per questo gli vengono raccontate delle storie, quelle di Elia, di Rosy, di Pietro e Tea, di Desideria e di Stellina, per non perdere la speranza.
Ringrazio l’autrice per avermi contattata per farmi leggere questa raccolta di racconti. Mi aspettavo qualcosa di molto diverso, è vero, ma partiamo dall’inizio.
Come già detto, è composto da da 5 racconti, nello specifico: Il ristorante della speranza, Rosy e l’anatroccolo, La rosa bianca, Lo spirito della fonte e La piccola stellina. Questi racconti, più o meno brevi, hanno quasi le stesse caratteristiche. Presentano uno stile di scrittura molto semplice, basilare, adatto quindi anche ad essere letto dai/ai più piccoli. Non sembra di leggere un libro, ma storia che potrebbero essere accadute sul serio per quanto siano inventate, ma sembrano dei racconti fatti da persone. Spero di essermi spiegata.
Ognuna di queste storie, racchiude in sè la speranza e un collegamento con qualcosa di alto, di superiore. Spesso bisogna fare dei sacrifici e la bontà viene sempre ricambiata con qualcosa di bello. Se devo dire quale tra queste è la mia preferita, direi forse la prima, perchè è quella che mi ha presa di più, che mi ha lasciato qualcosa e che mi ha stupita di più, forse perchè mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso. Non avevo ben capito che si trattasse di racconti che avrebbero unito il nostro mondo a quello ultraterreno, storie che ci avrebbero lasciato con molte riflessioni e insegnamenti. Pensavo avrei letto storie fantasy, ma sono comunque contenta che ci sia stato questo “malinteso” perchè, forse, se così non fosse stato, non avrei letto questo libro.
Credo che questa raccolta sia molto carina e adatta ad essere letta quando vogliamo qualcosa di tranquillo e di sereno che si lascia leggere con molta, moltissima velocità e semplicità.
La mia votazione:

Carino!
 
 
 
 
Benissimo, la recensione, seppur breve, anzi brevissima, termina qui! Come al solito spero sempre di avervi dato un’idea più o meno esatta del mio pensiero. Non so se ci sono riuscita, fatemelo sapere con un commento magari! Spero, inoltre, di avervi fatto conoscere un nuovo libro, qualcosa che potrebbe piacervi, che potrebbe fare al caso vostro nei momenti no. Secondo me potrebbe essere così, perchè è qualcosa di delicato, che si lascia leggere davvero in fretta 🙂 Ora aspetto i vostri commentini, fatemi sapere cosa ne pensate e se avete intenzione di leggerlo prima o poi 🙂 Noi ci sentiamo domani! Un abbraccio!
Ika.

Il Principe Felice

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Alta sulla città, in cima ad un’imponente colonna, si ergeva la statua del Principe Felice. Lui era tutto coperto di sottili foglie d’oro finto, come occhi aveva due zaffiri lucenti, e un grande rubino rossi scintillava sull’elsa della sua spada. E veramente era ammiratissimo. “E’ bello come una banderuola” osservò uno dei Consiglieri Comunali che voleva farsi una reputazione di possessore di gusti artistici; solo “no altrettanto utile” aggiunse, per paura che la gente lo considerasse poco pratico, accusa che non ci poteva cero rivolgere.

“Perché non puoi essere come il Principe Felice?” chiese una saggia madre al figlioletto che piangeva domandando la luna. “Il Principe Felice non si sogna mai di piangere per nessun motivo.”

“Mi fa piacere che ci sia qualcuno veramente felice al mondo” borbottò un uomo deluso guardando la statua meravigliosa. “Sembra proprio un angelo” dissero gli Orfanelli uscendo dalla cattedrale con le loro vivaci mantelline rosse e lindi grembiulini bianchi.

“Che ne sapete voi?” disse il Maestro di Matematica; “non l’avete mai visto, un angelo.”

“Ah! Ma sì, invece, in sogno” risposero i bambini; e il Maestro di Matematica si accigliò e assunse un’espressione molto severa, perché non approvava che i bambini sognassero.

Una notte volò sulla città una piccola Rondine. Le sue amiche erano volate in Egitto già da sei settimane, ma lei era rimasta indietro, perché si era innamorata di un bellissimo Giunco. Lo aveva conosciuto all’inizio della primavera mentre planava lungo il fiume, all’inseguimento di un grosso insetto, ed era stata così attratta dalla sua vita sottile che si era fermata a parlagli.

“Posso amarti?” disse la Rondine, che amava andare subito al sodo, e il Giunco le rivolse un profondo inchino. Così quella continuò a volargli intorno, toccando l’acqua con le ali e formando delle increspature d’argento. Era il suo modo di fare la corte, e durò tutta l’estate.

“Ridicola passione” cinguettarono le altre Rondini; “quello è povero in canna, ha troppi parenti”; e per la verità il fiume era affollatissimo di Giunchi. Poi, al sopraggiungere dell’autunno, volarono tutte via.

Quando le altre furono partite, la Rondine si sentì sola, e cominciò a stancarsi del suo bello. “Non sa fare conversazione” disse “e poi mi sembra un po’ leggero, sempre a civettare col vento.” Infatti era vero: a ogni soffiar di vento il giunco eseguiva le riverenze più aggraziate. “Gli do atto delle sue virtù casalinghe” continuò la rondine “ma io amo viaggiare, e di conseguenza anche mio marito dovrebbe essere amante dei viaggi.”

“Vuoi venire con me?” gli chiese da ultimo, ma il Giunco scosse il capo, tanto era attaccato alla casa.

“Mi hai presa in giro” esclamò la Rondine. “Io parto per le piramidi. Addio!” E volò via.

Volò tutto il giorno, e la notte arrivò nelle città. “Dove mi fermo?” disse; “speriamo che la città abbia fatto dei preparativi.”

Poi vide la statua sull’alta colonna.

“Mi sistemo qui” esclamò; “la posizione è bella, con tanta aria fresca” e atterrò proprio fra i piedi del Principe Felice. “Ho una camera da letto tutta d’oro” si disse piano, guardandosi intorno, si preparò a dormire; ma proprio nel momento in cui stava mettendosi il capo sotto l’ala le cadde addosso una grossa goccia d’acqua. “Curioso!” esclamò la Rondine; ” non c’è neanche una nuvola in tutto il cielo, le stelle sono limpide luminose, eppure piove. Il clima dell’Europa settentrionale è proprio tremendo. Al Giunco piaceva la pioggia, ma era puro egoismo.”

Poi venne giù un’altra goccia.

“Ma a che serve una statua se nemmeno ti ripara dalla pioggia?” disse la Rondine; “dovrò cercarmi un buon comignolo” e decise di andarsene.

Ma prima che avesse aperto le ali venne giù una terza goccia, e la Rondine guardò in alto, e vide…Ah! Che cosa vide?

Gli occhi del Principe Felice erano pieni di lacrime e altre lacrime gli scivolarono giù lungo le guance d’oro. Il suo viso era così bello alla luce della luna che la Rondine fu piena di pietà.

“Chi sei?” chiese.

“Sono il Principe Felice.”

“E allora perché piangi?” chiese la Rondine; “mi hai completamente inzuppata.”

“Quando ero vivo e avevo un cuore umano” rispose la statua “non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel Palazzo di Sans-Souci, dove il dolore non ha accesso. Il giorno giocavo con i miei compagni nel giardino, e la sera guidavo le danze nel Salone. Il giardino era circondato da un muro altissimo, ma io non ho mai domandato che cosa c’era dall’altra parte, tanto era bello tutto quello che avevo intorno. I cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e veramente ero felice, se il piacere è felicità. Così vissi. E così morii. E ora che sono morto mi hanno messo quassù, così alto che posso vedere tutte le brutture e la miseria della mia città, e benché abbia il cuore fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere.”

“Come? Non è d’oro massiccio?” si disse la Rondine. Era troppo bene educata per fare osservazioni a voce alta sulle persone. “Laggiù” continuò la statua in tono basso, musicale “laggiù in una stradina c’è una povera casetta. Una finestra è aperta, e da questa posso vedere una donna seduta a tavola. Ha il viso magro e stanco, e le mani ruvide, rosse, tutte bucate dall’ago, perché fa la cucitrice. Ricama passiflore su di una sottana di raso per la più bella damigella d’onore della Regina, che la metterà al prossimo ballo a Corte. In un lettino nell’angolo giace malato il suo bambino. Ha la febbre, e chiede della arance. Sua madre non ha altro da dargli che un po’ d’acqua di fiume, e lui piange. Rondine, Rodine, piccola Rondine, vuoi portare il rubino dell’elsa della mia spada?. Io ho i piedi attaccati a questo piedistallo e non posso muovermi..”

“Mi aspettano in Egitto” disse la Rondine. “Le mie amiche stanno svolazzando su e giù lungo il Nilo, e chiacchierano con i grandi fiori di loto. Ben presto si addormenteranno nel sepolcro del gran Re. C’è anche il Re in persona lì dentro, nella sua bara dipinta. E’ avvolto in lenzuola gialle, e imbalsamato di spezie. In intorno al collo ha una collana di pallida giada verde, e le sue mani sono simili a foglie secche.”

“Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “non vuoi restare con me una sola notte, e farmi da corriere? Quel bambino ha sete, e sua madre è tanto triste.”

“A me i bambini non piacciono mica tanto” rispose la Rondine. “Questa estate, quando ero al fiume, c’erano due bambini maleducati, i figli del mugnaio, che mi tiravano sempre sassi. Non mi hanno mai colpita, naturalmente; noi rondini voliamo troppo bene, e poi io vengo da una famiglia famosa per l’agilità; ma in ogni modo è stata una bella mancanza di rispetto:” Ma il Principe Felice aveva il volto così triste che la piccola Rondine si commosse. “Fa un gran freddo qua” disse; “ma mi fermerò da te per una notte, e ti farò da corriere.”

“Ti ringrazio, piccola Rondine” disse il Principe. Così la Rondine spiccò il grande rubino dalla spada del Principe, e volò via tenendolo nel becco, sui tetti della città.

Passò accanto alla torre della cattedrale, dov’erano scolpiti i bianchi angeli di marmo. Passò accanto al palazzo e sentì ballare. Una bella fanciulla uscì sul balcone con l’innamorato. “Che meraviglia, le stelle” le diceva lui “e che meraviglia la potenza dell’amore!”.

“Spero che il vestito sia pronto in tempo per il Grande Ballo” rispose lei; “mi ci sono fatta ricamare delle passiflore: ma le cucitrici sono di una tale pigrizia.”

Attraversò il fiume, e vide le lanterne appese agli alberi delle navi. Sorvolò il tetto e vide i vecchi Ebrei intenti a mercanteggiare fra loro, e a pesare monete su bilance di rame. Da ultimo giunse alla casupola e guardò dentro. Il bambino si agitava nel letto, in preda alla febbre, e la madre, esausta, si era assopita. L a Rondine entrò con un balzo e posò il grande rubino sul tavolo accanto al ditale delle donna. Poi svolazzò delicatamente in torno al letto, facendo vento con le ali sulla fronte del piccolo. “Che bel fresco!” disse il bambino “si vede che miglioro”; e sprofondò in un sonno delizioso. Dopodichè la Rondine tornò dal Principe Felice e gli disse quello che aveva fatto. “E’ strano” osservò “ma adesso mi sento bella calda, malgrado il gran freddo che fa”.

“E’ perché hai compiuto una buona azione” disse il Principe. E la piccola Rondine si mise a riflettere, e quindi si addormentò. Riflettere le metteva sempre sonno.

Quando fu giorno si recò al fiume e fece il bagno. “Fenomeno notevole!” disse il Professore di Ornitologia, attraversando il ponte. “Una rondine d’inverno!” E scrisse in proposito una lunga lettera al giornale locale. La citarono tutti, tanto era piena di parole che non si capivano.

“Questa sera vado in Egitto” disse la Rondine, e la prospettiva la mise di buonumore. Visitò tutti i monumenti pubblici, e rimase per lungo tempo appollaiata in cima al campanile della chiesa. Dovunque andava i Passeri cinguettavano, e si dicevano, “Che straniera distinta!” e quindi si divertì un mondo.

Quando spuntò la luna tornò dal Principe Felice. “Ti serve niente in Egitto?” esclamò; “sono in partenza.”

“Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “non vuoi restare con me ancora una notte?”

“Sono attesa in Egitto” rispose la Rondine; “donami le mie amiche voleranno su fino alla Seconda Cateratta. Lì fra i papiri si corica il cavallo del fiume, e assiso su di un gran trono di granito siede il Dio Memnone. Tutta la notte egli guarda le stelle, e quando si affaccia la stella del mattino emette un grido di gioia, e poi tace. Al mezzodì i gialli leoni scendono al bordo dell’acqua per bere. Hanno occhi come berilli verdi, e il loro ruggito è più forte del ruggito della cateratta.” “Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “laggiù, lontano, all’altro capo della città, vedo un giovane in una soffitta. E’ curvo su di uno scrittoio coperto di fogli, e in una brocca al suo fianco c’è un mazzo di violette avvizzite. Ha i capelli ricci, castani, e la bocca rossa come un melograno, e occhi grandi e sognanti. Sta tentando di terminare una commedia per il Direttore del Teatro, ma ha troppo freddo per continuare a scrivere. Non c’è fuoco nel focolare , e la fame lo ha reso debole.”

“Aspetterò ancora una notte con te” disse la Rondine” disse la Rondine, che aveva ancora buon cuore. “Vuoi che gli porti un altro rubino?”

“Ahimè! Non ho più rubini” disse il Principe: ” non mi rimangono più che i miei occhi. Sono due zaffiri rari, portato dall’India mille anni fa. Cavamene uno e portaglielo. Lo venderà al gioielliere, e si comprerà della legna da ardere, e finirà la sua commedia.”

“Caro Principe” disse la Rondine “questo non poso farlo”; e si mise a piangere.

“Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “fa’ come ti comando.”

Così la Rondine cavò l’occhio al Principe, e se ne volò alla soffitta dello studente. Entrarvi fu abbastanza facile, perché c’era un buco nel tetto. La Rondine schizzò dentro di lì ed entrò nella stanza. Il giovane aveva il capo affondato nelle mani, e pertanto non udì il fruscio delle ali dell’uccello, e quando alzò lo sguardo trovò il bello zaffiro posato sulle violette secche.

“Cominciano ad apprezzarmi” esclamò; “questo lo manda qualche mio grande ammiratore. Ora potrò finire la mia commedia” e parve tutto contento.

Il giorno dopo la Rondine volò giù al porto. Si posò sull’albero maestro di una grande nave e guardò i marinai che con delle funi tiravano su delle grosse casse dalla stiva. “Oh-issa!” gridavano all’apparire di ciascuna. “Io vado in Egitto!” esclamò la Rondine, ma nessuno le badò, e allo spuntar della luna tornò dal Principe Felice.

“Sono venuta a salutarti!” disse.

“Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “non vuoi restare con me ancora una notte?” “E’ inverno” rispose la Rondine “e la fredda neve sarà presto qui. In Egitto il sole sulla palme verdi è caldo, e i coccodrilli sono distesi nel fango e si guardano intorno pigri. Le mie compagne si costruiscono il nido nel Tempio di Baalbek, sotto lo sguardo delle tubanti colombe bianche e rosa. Caro Principe, io ti devo lasciare, ma non ti dimenticherò mai, e a primavera ti porterò due bellissimi gioielli al posto di quelli di cui ti sei privato. Il rubino sarà più grosso di una rosa rossa, e lo zaffiro sarà azzurro come il grande mare.”

“Nella piazza qui sotto” disse il Principe Felice “c’è una piccola fiammiferaia. I fiammiferi le sono caduti nel fango, e ora non servono più a niente. Piange, perché se non riporta a casa qualche soldo suo padre la picchierà. Non ha scarpe né calze, e ha la testolina nuda. Cavami l’altro occhio e portaglielo, così che suo padre non la picchi.”

“Rimarrò con te un’altra notte” disse la Rondine “ma no posso cavarti anche l’altro occhio. Rimarresti cieco del tutto.”

“Rondine, Rondine, piccola Rondine” disse il Principe “fa’ come ti comando.”

Così la Rondine cavò l’altro occhio del Principe, e tenendolo saldamente schizzò giù. Piombò sulla piccola fiammiferaia e le fece scivolare la gemma nel palmo della mano. “Che bel pezzetto di vetro!” esclamò la bambina; e corse a casa, ridendo. E la Rondine tornò dal Principe. “Ora sei cieco” disse “e quindi io rimarrò con te per sempre.”

“No, piccola Rondine” disse il povero Principe “tu devi partire per l’Egitto.”

“Rimarrò con te per sempre” disse la Rondine, e dormì ai piedi del Principe.

Durante tutto il giorno dopo rimase sulla spalla del Principe, e gli raccontò storie di quello che aveva visto in paesi lontani. Gli raccontò delle ibis rosse che stanno ritte in lunghe file sulle sponde del Nilo, e catturano col becco pesci d’oro; della Sfinge, che è vecchia quanto il mondo, e vive nel deserto, e sa ogni cosa; dei mercanti, che avanzano lenti accanto ai loro cammelli e portano in mano perline d’ambra; del Re dei Monti della Luna, che è nero come l’ebano, e venera un grande cristallo, del grande serpente verde che dorme in una palma, e ha venti sacerdoti addetti a sfamarlo con torte di miele, e dei pigmei che attraversano un grande lago su ampie foglie piatte, e sono sempre in guerra con le farfalle.

“Cara piccola Rondine” disse il Principe “tu mi racconti cose meravigliose, ma più meravigliosa di tutto è la sofferenza di uomini e donne. Non c’è Mistero grande come la Miseria. Vola sulla mia città, piccola Rondine, e dimmi cosa vedi.”

Così la Rondine volò sopra la grande città, e vide i ricchi far festa nelle loro case, mentre i poveri sedevano ai portoni. Volò dentro vicoli bui, e vide i visi bianchi di bambini affamati fissare senza pace le strade oscure. Sotto l’arcata di un ponte due bambinetti giacevano abbracciati per cercare di tenersi caldi. “Quanta fame abbiamo!” dicevano. “Qui non potete stare” gridò il guardiano, e uscirono fuori sotto la pioggia.

Poi la Rondine tornò a raccontare al Principe quanto aveva visto.

“Io sono coperto di oro fino” disse il Principe, “devi togliermelo di dosso, una foglia alla volta, e distribuirlo ai miei poveri; i vivi credono sempre che l’oro possa renderli felici.”

Una foglia dopo l’altra dell’oro staccò la Rondine, finché il Principe Felice parve affatto grigio e opaco. Una foglia dopo l’altra dell’oro fino portò ai poveri, e i visi dei bambini si fecero più rosei, e i bambini risero e giocarono nelle strade. “Abbiamo il pane ora!” gridarono.

Poi venne la beve, e dopo la neve il ghiaccio. Le strade sembravano fatte d’argento, tanto luccicavano e brillavano; lunghe stalattiti simili a pugnali di ghiaccio pendevano delle grondaie delle case, tutti giravano in pelliccia e i ragazzini portavano berretti scarlatti e pattinavano sul ghiaccio.

La povera piccola Rondine aveva sempre più freddo, ma non voleva lasciare il Principe, gli voleva troppo bene. Piluccava delle briciole davanti alla porta del fornaio quando questi non la guardava, e tentava di scaldarsi battendo le ali.

Ma da ultimo si rese conto che sarebbe morta. Ebbe appena la forza di volare sulla spalla del Principe un’ultima volta.

“Arrivederci, caro Principe!” mormorò; “posso baciarti la mano?”

“Mi fa piacere che finalmente tu parta per l’Egitto, piccola Rondine” disse il Principe “ti sei fermata troppo tempo qui; ma mi devi baciare sulla bocca, perché io ti voglio bene.”

“Non è in Egitto che vado” disse la Rondine. “Vado nella Casa della Morte. La Morte è la sorella del Sonno, non è vero?” E baciò sulla bocca il Principe Felice, e gli cadde morta ai piedi.

In quel momento un curioso schianto risuonò all’interno della statua, come se qualcosa si fosse spezzato. E infatti il cuore di piombo si era spaccato in due. La gelata era certo stata molto dura.

La mattina dopo di buon’ora il Sindaco passava nella piazza sottostante in compagnia dei Consiglieri Comunali. Trovandosi sotto la colonna guardò la statua: “Povero me! IN che stato è ridotto il Principe Felice!” disse.

“Davvero, in che stato!” esclamarono i Consiglieri Comunali, che davano sempre ragione al Sindaco: e salirono su a guardarlo. “Gli è caduto il rubino della spada, non ha più gli occhi, e no è più dorato” disse il Sindaco; “di fatto, è ridotto poco meglio di un mendicante!”

“Poco meglio di un mendicante” dissero i Consiglieri Comunali.

“Non solo, ha perfino un uccello morto ai piedi!” continuò il Sindaco. “Dobbiamo proprio emanare un decreto che proibisca agli uccelli di morire qui.” E il Segretario Comunale si appuntò la proposta.

Così abbatterono la statua del Principe Felice. “Dal momento che no è più bello, non è più utile” disse il Professore di Arte all’Università.

Poi fusero la statua in una fornace, e il Sindaco tenne una riunione della Corporazione per decidere a quale uso destinare il metallo. “Dobbiamo farci un’altra statua, naturalmente” disse “e sarà una statua rappresentante me.”

“No me” disse ciascuno dei Consiglieri Comunali, e litigarono. Litigavano ancora l’ultima volta che ne ho sentito parlare. “Che cosa strana!” disse il caposquadra degli operai della fonderia. “Questo cuore di piombo rotto non vuole fondersi nella fornace. Bisogna buttarlo.” Così lo buttarono sopra un mucchio di rifiuti dove si trovava già la Rondine morta.

“Portami le due cose più preziose della città” disse Dio a uno dei suoi Angeli; e l’Angelo gli portò il cuore di piombo e l’uccello morto.

“Hai scelto bene” disse Dio “perché nel mio giardino del Paradiso questo uccellino canterà per sempre, e nella mia città d’oro il Principe Felice pronuncerà le mie lodi.”

Da “Il Principe Felice e altri racconti” di Oscar Wilde (Ti racconto una fiaba)

 

 

 

Adoro questa favola anche se molto triste.

Di sicuro ci da un grande insegnamento, aiutare gli altri, donare quanto più possibile. È questa la cosa importante.

Anche se il principe sapeva a cosa andava incontro lo ha fatto, donandoci una grande prova di generosità

 

Non solo recensioni positive: Il mio Mondo Imventato

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Sabrina Biancu mi ha contattata qualche settimana fa chiedendomi se mi andava di leggere la sua raccolta di raccontipubblicata nel 2015 da Marco Del Bucchia Editore. Ho accettato con entusiasmo, affascinata da una copertina e da un titolo che sembravano azzeccati in quel modo, combinati insieme.

Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancucontiene cinque racconti autobiografici, nei quali l’autrice racconta diversi momenti della sua vita e attraverso i quali vuole diffondere un messaggio positivo, ricco di fiducia e di speranza.

Devo ammettere però che, nonostante una narrazione misurata, fluida, semplice e piacevole, tutto il resto non mi ha convinta per niente. Ho trovato iracconti un po’ banali e scontati, così come i messaggi in essi contenuti  ricchi difrasi fatte e di retorica. L’impressione che ho avuto leggendo i vari racconti è stata quella di trovarmi di fronte a delle favole per bambini, dietro le quali c’era un tentativo di celare i soliti messaggi: quello di comportarsi bene e di aiutare gli altri, apprezzare ciò he la vita ci regala, seguire il nostro istinto, amare il prossimo, guardare al di là delle apparenze. Tutti messaggi belli sì, ma sentiti e risentiti, che onestamente non mi aspettavo di trovare in questo libro.

Detto questo non posso di certo consigliarvi questo libro. La cosa, però, che mi ha stupita in senso positivo è l’abilità di Sabrina con le parole. Ecco perché spero, un giorno, di leggere una sua storia.

In collaborazione con Sabrina Biancu.

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. Il libro recensito in questo articolo mi è stato inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


66a1e-il2bmondo2bdell2527altroveIl mondo dell’altroveSabrina Biancu
Del Bucchia Editore, 116 p.
Copertina Flessibile € 10,20

 

 

 

“Il mondo dell’altrove” di Sabrina Biancu

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