Cerca

sabrinabiancu

Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, perché uno di questi giorni lo sarà

Mese

luglio 2016

Recensione da Libri per Vivere

grafica winter 2016

Titolo: Il mondo dell’altrove
Autrice: Sabrina Biancu
Data di lettura: 14 luglio 2016
Citazione:
Recensione: Cinque racconti legati dalla presenza della fantasia, quel dono che sembra sempre più spesso che solo i bambini abbiano.
Eppure questo non è il romanzo fantasy al quale siamo abituati: non ci sono mondi fantastici e creature soprannaturali, bensì uomini immersi nella vita quotidiana. E proprio in questa quotidianità fanno degli incontri “soprannaturali” che li cambiano profondamente.

Elia e Nico, Rosy e l’anatroccolo, Tea, Pietro e l’usignolo, Desideria e Andrè, la donna dal cuore infranto e Irina: uomini nel momento del bisogno e la forza e l’aiuto che trovano in personaggi soprannaturali.
Nel prologo il bambino non vuole crescere perché ha paura di perdere la fantasia; questi racconti dimostrano invece che un adulto é ancora in grado di utilizzare la fantasia e di trovare in essa un valido aiuto. Perché tutti questi personaggi soprannaturali sono proiezioni dei bisogni dell’uomo e allo stesso tempo soluzione. Ma se è una proiezione della soluzione, vuol dire che l’uomo ha dentro di sé la soluzione.

Mi è piaciuto molto il fatto che tutti gli aiutanti avessero una missione. Questo mi ricorda un film, Winter Tale, dove ogni uomo era un dono per qualcun altro e la missione nella sua vita era quella di realizzare il suo dono per l’altro.

La parte del libro che mi ha convinto meno é l’epilogo, perché se da un lato riprendeva l’inizio e quindi era un’ottima conclusione, dall’altro spiegava troppo.

Il libro comunque mi è piaciuto molto ed è adatto anche il periodo in cui l’ho letto, infatti mi trovo a fare scelte importanti per il mio futuro e sia quanto ho studiato quest’anno sia alcuni libri che ho letto in questo periodo, tra cui questo, mi ricordano quanto sia importante fare una scelta autentica e ultimamente sono ossessionata dal dare autenticità alla mia vita, visto che è proprio ciò che ammiro e amo negli altri.
Inoltre ritengo che in questo periodo storico sia importante che gli adulti conservano il loro animo di bambino: un bambino sa immaginare, un bambino sa sorprendersi, la vita non è un abitudine, non è il solito tran tran, non è frenetica.
Mi sembra che oggi il mondo degli adulti sia troppo frenetico e calcolatore e così si rischia di perdere la fantasia e lo stupore.
Io interpreto così il titolo “Il mondo dell’altrove”, un mondo dove molti uomini sanno usare la fantasia anche  sanno stupirsi, anche se l’altrove può essere molto più vicino di quanto sembri.

Ringrazio tantissimo Sabrina per avermi mandato una copia del suo libro, voi Gufetti potete trovarlo qui:
~ http://www.delbucchia.it/libro.php?c=597 ;

~ http://www.ibs.it/code/9788847107854/biancu-sabrina/mondo-dell-altrove.html
~ http://www.amazon.it/Il-mondo-dellaltrove-Sabrina-Biancu/dp/8847107857
Voto: ☆☆☆☆

http://libri-per-vivere.blogspot.it/2016/07/recensione-il-mondo-dell.html?m=1

Il bacio di Klimt

Il bacio
Il bacio
 
Autore Gustav Klimt
Data 1907-1908
Tecnica olio su tela
Dimensioni 180×180 cm
Ubicazione Österreichische Galerie Belvedere, Vienna

Il bacio (Der Kuss) è un dipinto a olio su tela(180×180 cm) di Gustav Klimt, realizzato nel 1907-08 e conservato nell’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

 

Descrizione

Particolare del dipinto

Al centro di un luogo etereo ed astratto due amanti si stringono e si abbandonano ad un bacio intenso; la fanciulla è pienamente abbandonata nell’amplesso, con gli occhi chiusi in una posizione estatica, mentre l’uomo – del quale si intravede solo il profilo – stringe la testa dell’amata con delicatezza, protendendosi verso di lei in segno protettivo e di affetto. I due giovani innamorati, avvolti entrambi in lunghe tuniche mosaicate che ne celano i corpi, sono inginocchiati su un piccolo rettangolo erboso che richiama l’iconografia dei medievali hortus conclusus: neanche la vivace policromia del prato fiorito, tuttavia, riesce a spezzare il loro idillio amoroso. Il tema dell’amore e delle umane passioni era già stato trattato numerose volte nella produzione klimtiana, dove ricorre frequentemente (specialmente in Amore, nelFregio di Beethoven, e nell’Abbraccio del Fregio Stoclet); ciò malgrado, è solo in quest’opera che Klimt riesce a trasportare in pittura quel momento effimero in cui l’universo maschile e quello femminile riescono finalmente a compenetrarsi, in un attimo fuggente di sympatheia dell’amore.

L’obiettivo al quale tende Klimt è, dunque, quello di glorificare con il Bacio il trionfo della potenza vivificatrice dell’eros, in grado di trascendere le antitesi tra sesso maschile e sesso femminile. Nell’opera questi conflitti emergono nelle mani nodose e affusolate dell’uomo, in contrasto con la lucentezza della diafana pelle della fanciulla, ma specialmente nell’adozione di una particolarissima grammatica visiva: mentre le vesti dell’uomo sono costituite da elementi geometrici verticali e spigolosi, nelle tonalità del nero, del grigio e del bianco, la donna è rivestita di forme circolari e spiraliformi, dalle forme morbide e variopinte. Eppure, la netta separazione tra i due sessi viene superata con quella luminosa crisalide aurea che racchiude le due figure, in congiunzione con lo sfondo che riproduce, con un gioco di trasparenze ed affioramenti, le forme della coppia di amanti.

 

Stile e tecnica

La lucentezza dell’arte ravennate ha lasciato un’impronta profonda sulla fantasia di Klimt

Il bacio, realizzato nel biennio 1907-08, ha un formato perfettamente quadrato, di 180×180 cm. In pieno accordo con i canoni del liberty e con lo spirito fin de siècle, l’opera presenta un intenso uso del colore oro, che si materializza nelle eleganti decorazioni applicate a foglia sulla tela; questa tecnica ricorda molto da vicino quella dei mosaici bizantini, che Klimt poté conoscere e apprezzare a Ravenna nel 1903.

Dal punto di vista stilistico, il quadro si inscrive felicemente nel «periodo aureo» della produzione klimtiana, così definito per l’intenso utilizzo del colore oro, il cui fulgore si riverbera su tutto lo sfondo della tela, eliminando l’effetto di profondità spaziale che, pertanto, si esaurisce in una piatta bidimensionalità. Per quanto riguarda la luce, questa non proviene da una fonte esterna bensì è emanata dalla stessa coppia; analogamente, le tinte sono altrettanto calde e luminose, fatta eccezione per le cromie verdi del prato che esaltano per contrasto il «caldo» amore dei due giovani.

L’eleganza dello stile e la sua aura mistico-erotica hanno reso Il bacio il manifesto dell’arte secessionista viennese ed il maggior esponente del gusto della Belle Époque.

 

 

 

 

Fonte: Wikipedia 

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_bacio_(Klimt)

Recensione da Panico da Recensione

forest-flowers-girl-fashion-Favim.com-2001248-2

 

“Il mondo dell’altrove” è una raccolta di storie in bilico tra la pura immaginazione e la più dura realtà.

Caratterizzati da un linguaggio semplice e deciso, cinque racconti si susseguono scorrevoli e carichi di eventi.
Il primo è quello di Nico e Elia, un giovane cuoco e un disoccupato molto solo durante il periodo natalizio, in stile “A Christmas Carol” la scrittrice Sabrina Biancu, narra di un’amicizia unica e surreale, lasciando ai lettori un finale inaspettato su cui riflettere.
In seguito viene raccontata la vita di Rosy, una bambina capricciosa che troverà un aiuto per migliorare da un amico particolare: un anatroccolo; a susseguirla saranno Pietro e Tea, in un racconto che mescola magia, tristezza, amore e rose.
La quarta storia è ambientata in un epoca lontana e tratta un argomento affascinante quanto complicato: il vero amore, che sboccia fra una riga e l’altra tra Desideria e André.
L’ultimo racconto è quello della stellina Irina, che con la sua disobbedienza e il suo altruismo si prenderà cura di un’amica speciale.
Ho apprezzato il mondo di fantasia che Sabrina mi ha mostrato, donandomi con tanta gentilezza questa sua opera; Trovo che questo libro sia perfetto per ogni tipo età, dai più piccoli ai più grandi e sopratutto lo consiglio a chi ama leggere ad alta voce.
Conserverò i racconti del “Il mondo dell’altrove” nel ripiano centrale del mio scaffale, in attesa di leggerli ancora una volta a qualcuno.

 

f1845-cop

 

 

 

Il mondo dell’altrove

L’invenzione dell’ascensore

corbis-42-21853522
Ascensori. Solo nel 2012 ne sono stati venduti più di 900 mila, di cui il 60% in Cina.|CORBIS

Siamo così abituati a usarlo che non ci facciamo più caso (tranne quando… si guasta). Eppure se c’è un’invenzione che ha cambiato il mondo quella è proprio l’ascensore. Parola di Patrick Carrajat, fondatore del Museo dell’ascensore di New York, secondo cui senza l’ascensore non potrebbero esistere le città come le conosciamo: saremmo costretti a vivere in megalopoli in continuo sviluppo orizzontale, con tutto ciò che comporterebbe questo in termini di spostamenti. Ci avevate mai pensato? E non è l’unica curiosità…

 

1. IL PRIMO.  Dispositivi di sollevamento di vario tipo sono stati usati fin dall’antichità con verricelli e corde azionati da uomini e animali. A New York, nel 1854, durante l’Esposizione universale accadde qualcosa di nuovo. Un signore vestito di tutto punto salì su un montacarichi, tagliò improvvisamente le corde di sostegno e tra lo stupore della folla si fermò dopo pochi metri senza sfracellarsi al suolo. Elisha Otis aveva inventato il “paracadute” di sicurezza: se l’ascensore va troppo veloce una molla aziona due cunei che si infilano nelle guide di scorrimento e bloccano la discesa. Da quel momento l’ascensore, prima solo montacarichi, diventa un mezzo sicuro anche per le persone.

 

Il primo ascensore commerciale adibito al trasporto passeggeri fu installato il 23 marzo del 1857 in un grande magazzino di Broadway (New York) dalla Otis. Velocità: 12 metri al minuto. Oggi gli ascensori costruiti dall’azienda americana trasportano ogni 5 giorni l’equivalente dell’intera popolazione mondiale.

 

2. ARREDATI E CON L’AUTISTA.All’inizio, gli ascensori erano visti come stanze mobili. Arredati con lampadari e moquette, dove sedie e divanetti rendevano più confortevole il (lungo) viaggio dei passeggeri verso i piani alti dei palazzi. Oggi sono più spartani, ma al loro interno è comunque possibile avere rapporti sessuali (scomodi, veloci, ma legali).

 

Ieri come oggi per salirci bisognava chiamarlo. All’inizio, però, l’unico modo era gridare più o meno forte dai vari piani e avvertire il manovratore presente in cabina. In seguito compaiono le prime file di lampade per segnalare le persone in attesa e, dal 1924, l’ascensore è in grado di fermarsi ai piani da solo. Il manovratore inizia a essere sostituito da congegni automatici che regolano la velocità di crociera.

 

 

3. HANNO CAMBIATO LE GERARCHIE. Prima dell’invenzione dell’ascensore i piani alti erano riservati agli affitti più bassi o, in caso di uffici, ai dipendenti. In seguito, una volta che i piani alti sono diventati accessibili senza fatica, i benestanti hanno cominciato ad apprezzare la vista dall’alto, e sono nati gli attici.

 

E quella dell’ascensore è un’economica in continua crescita: nel 2012 nel mondo sono stati venduti più di 900 mila tra ascensorie montacarichi, di cui circa il 60% in Cina.

 

4. I PIÙ VELOCI SUPERANO I 60 KM/H. Gli ascensori più rapidi sono quelli del Taipei 101 (il terzo grattacielo più alto del mondo): possono toccare una velocità di 60,6 km l’ora e permettono di raggiungere il tetto dell’edificio all’89esimo piano (382 metri) in circa 40 secondi. Un sistema di regolazione della pressione atmosferica, simile a quello degli aerei, evita fastidi alle orecchie degli utenti.

 

 

5. GENERANO UNA DOPPIA ANSIA. Secondo il professor Lee Gray della University of North Carolina, autore di uno studio sull’argomento, l’uso dell’ascensore è all’origine di due tipi di ansia.

Il primo è strettamente legato alla violazione del nostro spazio vitale.

Il secondo attiene ad una variante della claustrofobia. In fondo è vero: si entra in una scatola stretta, appesa nel vuoto senza nessuno a guidarla o a controllare che tutto vada liscio.

 

 

6. GENERATORE DI DISCORSI. Il fatto di trovarsi in un luogo piccolo – come un ascensore – con sconosciuti o vicini di casa genera spesso l’imbarazzo di non sapere che cosa dire. Ma non solo: l’elevator pitch, o discorso dell’ascensore, è un termine aziendale che indica un discorso particolarmente breve ed efficace durante il quale si presenta una propria idea a potenziali investitori, nei limiti di tempo di una corsa in ascensore.

 

7. IL PRIMO INCIDENTE MEMORABILE. Nel 1945 unbombardiere B25 si schiantò contro l’Empire State Building di New York. Il grattacielo resistette all’impatto, ma l’urto tagliò di netto il cavo di un ascensore che si trovava al 75esimo piano dell’edificio.
All’interno c’erano tre donne. Due sopravvissero alla caduta: il cavo dell’ascensore si arrotolò su se stesso a spirale attutendo la caduta della cabina… da un’altezza di 300 metri. Contribuirono a limitare i danni anche i freni di emergenza che rallentarono la corsa dell’ascensore.

 

Aereo contro Empire State Building

Il 18 giugno 1945 un bombardiere B25 sceso di altitudine in modo eccessivo per evitare la foschia che aleggiava su New York si ritrovò tra i grattacieli di Manhattan. Non riuscì ad evitare l’Empire State Building e lo colpì all’altezza del 79esimo piano creando un buco di 6 metri. | NEW YORK TIMES

Per la cronaca morirono 14 persone (3 membri dell’equipaggio dell’aereo e 11 persone che lavoravano nel grattacielo). La struttura dell’Empire State Building non venne compromessa, ma il costo della riparazione superò il milione di dollari, una cifra considerevole per l’epoca.

 

 

 

Fonte: Focus.it

http://www.focus.it/cultura/curiosita/7-cose-che-non-sai-sugli-ascensori

 

 

Il Pantheon

Il Pantheon che conosciamo tutti venne creato inepoca imperiale (118-128 d-C.) quando, sottoAdriano, fu ricostruito un precedente tempio, ugualmente dedicato a tutti gli dei (dal greco pan, tutto, e theòs, divinità), voluto da Agrippa (63-12 a.C.) ma distrutto da un incendio.

La grandezza di questo monumento è data soprattutto dallo spazio interno, un unico vano a pianta circolare coperto da un’immensa cupola emisferica di dimensioni impressionanti, talmente avvolgente da dare l’impressione di essere sospesi al centro di una grande sfera cava. E in effetti le proporzioni sono proprio quelle di una sfera: ildiametro dell’aula (43,44 m, corrispondente a 150 piedi romani) è esattamente pari alla sua altezza.

La facciata anteriore ha l’aspetto di un tempio ottastilo; il pronao, composto da tre file dicolonne corinzie monolitiche lisce in granito egizio, è unito alla rotonda retrostante da un elemento intermedio a forma di parallelepipedo.

Il corpo cilindrico (detto anche tamburo) ha uno spessore di circa 6 metri ed è profondamente scavato all’interno da nicchie alternativamente quadrangolari o semicircolari intervallate da edicole. Al di sopra di esse corre una trabeazione anulare che sporge solo in corrispondenza delle colonne che affiancano l’abside.

Sul tamburo si innesta la grande cupola emisferica (la più grande cupola del mondo fino alla costruzione di quella brunelleschiana nel XV secolo) la cui solidità è garantita dal massiccio rinfianco, cioè l’appesantimento della parte più esterna della cupola in modo da “verticalizzare” le spinte orizzontali che potrebbero far collassare il tamburo. Il profilo esterno della cupola appare, così, ribassato, cioè meno di mezza sfera.

La cupola è realizzata in calcestruzzo, (un impasto di calce, pozzolana, acqua e pietrisco) nella cui composizione, via via che ci si avvicina alla sommità, sono presenti materiali sempre più leggeri (dal travertino iniziale fino alla leggerissima pomice nella parte più alta). Un oculo zenitale, del diametro di quasi 9 metri, costituisce l’unica fonte di luce per il grande vano circolare.All’interno della cupola sono presenti cinque anelli concentrici di 28 cassettoni quadrangolari ciascuno i quali, da un lato alleggeriscono la struttura (sono infatti degli incavi nello spessore della cupola stessa), e dall’altro la rendono più resistente attraverso la griglia di nervature che vanno formare.L’edificio venne consacrato alla Vergine (Santa Maria ad Màrtyres) nel 609. Fu questo il motivo per cui, unico fra le antiche costruzioni templari, ci è pervenuto pressoché integro non avendo subito le devastazioni a cui furono sottoposti tutti gli altri templi pagani dopo l’anno 391, quando l’imperatore Teodosio (347-395) ne decretò la definitiva chiusura.

La copertura in tegole di bronzo dorato e le decorazioni a rosette dei cassettoni furono asportate nel corso dei secoli e sono irrimediabilmente perdute. Ma il ricco pavimento e gran parte del rivestimento parietale interno in pregiati marmi policromi sono ancora quelli originali.Vediamo adesso alcuni aspetti legati all’iconologia, cioè ai significati dell’opera. Il primo elemento simbolico, di cui ho già parlato, è la forma dello spazio interno e la sua riconducibilità alla sfera. Si tratta di un’allusione all’eccellenza in quanto la filosofia greca considerava la sfera il solido geometrico perfetto, simbolo della volta celeste e del creato.

Per ritrovare in architettura un riferimento così esplicito alla sfera dovremo attendere fino alla fine del XVIII secolo quando, in pienoIlluminismo, Étienne-Louis Boullée progettò l’utopistico “Cenotafio di Newton”, un’immensa sfera dal diametro di ben 150 m tale da ricreare l’immensità dell’universo come omaggio al celebre scienziato.Il visitatore, entrando nell’aula del Pantheon, è compreso fra le due direttrici fondamentali della sua vita: quella  terrestre data dall’asse orizzontale che collega l’ingresso all’abside e quella celeste frutto dell’asse verticale, l’axis mundi, in una dimensione in cui si incontra l’umano con il divino.Lo stesso imperatore Adriano disse: ”La mia intenzione è che questo santuario per tutti gli Dei riproduca la somiglianza del globo terrestre e delle sfere dei pianeti. La cupola deve rivelare il cielo attraverso una grande apertura al centro, mostrando alternativamente luce ed ombra.

Questo Tempio deve essere concepito alternativamente e misteriosamente come un spazio aperto e come uno spazio chiuso come se fosse un quadrante astrologico. Le ore faranno il loro giro su quella volta così laboriosamente pulita da artigiani greci; il disco della luce del giorno resterà sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia formerà una piscina pulita sul pavimento sotto l’oculo, le preghiere saliranno come fumo verso il vuoto dove noi poniamo gli Dei”.L’imperatore sembra voler sottolineare proprio l’aspetto più importante del Pantheon: il suorapporto con la luce. È la luce che crea lo spazio interno. Questa è la grande scoperta dei Romani! L’architettura fino a quel momento non era molto diversa dalla scultura: il tempo greco o lapiramide egizia erano strutture da guardare dall’esterno, non era permesso entrarvi. Se ne godeva la perfezione geometrica, l’armonia delle proporzioni, ma non erano vivibili come spazi architettonici.

Con i Romani arriva lo spazio e con esso la luceche lo struttura. Come scrive Alberto Campo Baeza “Architectura sine luce nulla architectura est” o, ancora, “Se mi si domandassero dei consigli su come distruggere I’architettura, suggerirei di chiudere l’anello del Pantheon”…E adesso, per concludere in bellezza, lasciatevi accompagnare dentro il Pantheon da Alberto Angela con uno dei suoi eccezionali documentari.

 

 

 

 

Fonte: didatticarte.it

http://www.didatticarte.it/Blog/?p=2169

 

 

 

 

Recensione da The Reading’s Love

Immagine1

 

da6b9-copertina-il-mondo-dellaltrove
TRAMA:

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
RECENSIONE:
Cinque racconti, cinque personaggi, cinque vite e cinque ambientazioni.
L’autrice ha creato cinque situazione accomunate da un unico filo: La rinascita.
E’ stato un libro illuminante, la scrittrice è stata geniale e ha colto esattamente il dolore di un lutto, la disperazione per la perdita del lavoro, la paura di crescere e diventare troppo grandi per ricordare le gioie dell’infanzia.
Nel prologo troviamo un bambino al buio, intristito dal pensiero di crescere e, questo bambino lo ritroveremo nell’epilogo, felice. Perchè? Non voglio svelarvi nulla, ma questo libro è come un corridoio e ad ogni passo c’è un quadro con una storia, una storia per bambini con una grande morale: mai disperarsi Ragazzi, dopo il buio non c’è che la luce.
Questo libro dovrebbe essere regalato a chi è triste, a chi non vede mai una fine al dolore, a chi ogni giorno pensa che sia l’ultimo.
Può essere letto a tutte le età, il linguaggio semplice e le storie di Sabrina sono una ventata d’aria fresca. Una lettura piacevole, peccato siano solo cinque.

RACCONTI DEL LIBRO:
-Il ristorante della speranza
-Rosy e l’anatroccolo
-La rosa bianca
-Lo spirito della fonte
-La piccola stellina

VOTO:

Recensione da Romanticamente e Fantasy

Romanticamente-fantasy-Sito-settembre-2015
il-mondo-dellaltrove_sabrina-biancu

 

Trama azzurro

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

 

Recensione azzurro

Il mondo dell’Altrove è, come riporta la trama, una raccolta di cinque racconti. Devo dirvi la verità: credevo fosse un altro tipo di libro, tanto che fin dall’inizio sono rimasta sorpresa da quello che stavo leggendo.

Sono cinque insegnamenti di vita, ogni racconto ha una propria morale, sempre positiva. Le storie sono completamente inventate, anche se, particolarmente nella prima, ho riscontrato alcune somiglianze con le classiche favole che ci leggevano da bambini. Il primo racconto, infatti, l’ho trovato abbastanza scontato, della serie che dopo poche pagine sapevo già cosa mi aspettasse. Molti, troppi dialoghi scontati.

Nei successivi, invece, si riprende, e ogni storia è davvero originale. Tratta argomenti quali, la povertà, la generosità, il coraggio, la forza, la rinascita, la morte e lo fa sotto forma di favole.

È un libro che mi sento di consigliare? Dipende da quello che una persona vuole leggere. Sicuramente lo farei leggere a quella fascia d’età di formazione del carattere, per un adulto sono tutte cose che, in teoria, conosce già, ma un sano ripassino ogni tanto può solo che far bene.

 

Fiamme-Sensualità-Nulla NUOVA

 

Recensione a cura di:

Daenerys

 

Editing a cura di:

Gioggi

 

Voto: 3 stelle su 5

 

 

 

Recensione: Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancu

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione da Opinioni e Recensioni Libri

IL MONDO DELL’ALTROVE
Sabrina Biancu
Marco Della Bucchia Editore, 2015, pag.108
Genere: racconti

Dove comprarlo: Ibs

Consigliato a: bambini, adulti, sognatori, chi ha perso la speranza, chi ancora non si arrende, lettori di racconti brevi.

Sempre più raro trovarsi tra le mani un libro di racconti, ormai gli scrittori prediligono le storie lunghe e l’intreccio narrativo, ma Sabrina Biancu esce dai soliti schemi con una raccolta di 5 racconti a metà strada fra la realtà e la fantasia. Sono storie semplici ma profonde, con una morale sempre positiva che ci fa credere alla possibilità di riscatto, anche nelle situazioni più difficili. La vita di Elia, ad esempio, sembra allo sbando fino a quando il destino non mette sulla sua strada Nico, un cuoco che diventa un buon amico e un buon maestro di vita. C’è poi Desideria, con la sua storia sfortunata, che impara nuovamente a credere in se stessa, con l’aiuto prezioso di André. Infine altri personaggi e altre storie, che non vogliamo svelarvi, ma che vi consigliamo di leggere, perché sono ventate di freschezza e di positività in questa vita a volte irta di difficoltà. Ci auguriamo che questa lettura vi faccia vivere la stessa esperienza di crescita interiore sperimentata dal misterioso bambino che avvia la lettura e che possiate sperimentare la leggerezza e ottimismo che l’autrice vuole sicuramente ispirarvi. Se ciò dovesse accadere, avrete il desiderio di fare leggere queste storie a qualcuno che conoscete e che in esse si ritroverà e troverà giovamento e in questo modo la missione del libro sarà compiuta.

 

 

 

Recensione da Sole e Luna Blog

altrove-1

 

Buonasera a tutti, dopo un po’ di tempo che non mi occupavo più di recensioni torno a scriverne una, questa volta si tratta di un libro romantico, ma non nel senso che siamo soliti pensare… non è un romance né vengono trattate storie d’amore , triangoli amorosi, tradimenti o quant’altro. È romantico perché l’autrice mette per iscritto delle situazioni in modo romantico, mettendo al primo posto il cuore. Vi spiegherò nelle prossime righe che cosa io intenda. 

Il libro di cui vi sto parlando è Il mondo dell’altrove, una raccolta di cinque storie ognuna delle quali affronta un tema diverso con un approccio che, come dicevo prima, è romantico. Sabrina racconta le varie vicissitudini dei personaggi con molta delicatezza, in ogni storia c’è un momento in cui sembra che la situazione vada nel verso sbagliato per poi risolversi romanticamente nell’epilogo.

Obiettivo del libro di Sabrina è far capire al lettore l‘importanza di una seconda chance, utile per migliorare chi all’inizio commette degli errori. Offrire una seconda chance significa essere comprensivi e perdonare chi ha torto. Il libro ha tratti pedagogici e formativi, alcune frasi sono volutamente pedagogiche, vogliono insegnare oppure ricordare alcuni insegnamenti che ci siamo scordati col trascorrere del tempo.

Il mondo dell’altrove vuole anche invitarci a sognare. Dare una seconda opportunità alle persone, imparare dall’errore, credere in qualcosa di fantastico (come ad esempio a un anatroccolo parlante o a un personaggio emblematico come Nico – vedi la prima storia) non fermarsi alle superstizioni, alle dicerie o ai pregiudizi ma andare oltre sono i forti auspici che Sabrina fa nel corso delle pagine.

Si può conoscere qualcuno da tutta una vita. Ma quanto si sa veramente di lui?
Questo era l’errore che tutti commettevano: credere di sapere ma non capire affatto gli altri.

Ogni personaggio del libro ha qualcosa da imparare e per superare i propri limiti ha bisogno del supporto di qualcun altro o di qualcos’altro. Da soli non si vince, questo il messaggio che trapela.

Il mondo dell’altrove è dedicato a qualunque fascia d’età e soprattutto a chi è capace di andare al di là dell’immaginazione e tornare bambino.

Secondo me il libro è tutto una fiaba. Ogni storia è una fiaba. Una fiaba romantica.

Dylan

 

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑