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Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, perché uno di questi giorni lo sarà

Mese

agosto 2016

Libri, Libretti, Libracci Recensione

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Buon pomeriggio lettori! Qui è Claire che vi parla, come state? 😀 Dopo un mese di vacanza (che è stata una manna dal cielo visto il mio grado di esaurimento), torno operativa sul blog, e torno anche col botto! Oggi recensiscoIl mondo dell’altrove” di Sabrina Biancu.

Non sono una persona che legge volentieri i racconti, sono troppo corti per farmi appassionare. Oppure non ho mai trovato scrittori/scrittrici che me li facessero amare. Eppure Sabrina è riuscita in questo compito.

Vi lascio trama e recensione di questo piccolo ma grande libro 😀 

Il mondo dell'altroveTitolo: Il mondo dell’altrove

Autore: Sabrina Biancu

Pagine: 116

Editore: Marco Del Bucchia Editore

Pubblicazione: Luglio 2015

Cartonato: 12,00 €


SABRINA BIANCU nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.  Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l’adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.  È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione. Le piacciono i bambini, gli animali e i libri. Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).


TRAMA Il testo è composto da cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia. Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima. Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire. La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati. Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via. Ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.

Come ho annunciato a inizio articolo, io non vado matta per i racconti. Eppure, quando Franci mi ha chiesto di scegliere quali libri recensire, questo libro mi ha colpita particolarmente. Devo dire la verità, sono stata colpita tantissimo da queste parole:

“Non piangerti addosso, non serve a nulla, sii fiducioso, ottimista, credi in te e nelle tue capacità. Trova quello che più sai fare e metti in pratica la tua arte, prima per te stesso e poi per gli altri. Amati incondizionatamente, con tutto te stesso, con la forza che possiedi, e potrai pensare, provare e agire in tutto ciò che sai di riuscire. Tutto si può, basta volerlo. Utilizza tutto questo, destati da questo stato d’insicurezza e paura e realizza la vita che vuoi. Credici con tutto te stesso e con orgoglio e tenacia riuscirai a uscire dallo stato di negatività in cui sei entrato. Una cosa ti chiedo: abbi fiducia, o fede, o speranza, chiamala come vuoi ma abbine tanta, questa è la chiave per aspirare a una vita migliore.”

Parole che sono capitate a fagiolo nella mia vita, e devo dire che mi sono servite e mi serviranno davvero un sacco.
Un punto a favore di questa autrice è la sua bravura nel mettere, in ogni racconto, un messaggio da poter cogliere, da ragionarci su e da far proprio. Davvero complimenti Sabrina!

Sono racconti brevi, ma vi dirò qualcosa di ogni storia. Partiamo dalla prima storia, Il ristorante della speranza. E’ da questo racconto che è stato estrapolato l’estratto di cui sopra. Già solo quelle parole dovrebbero far capire quanto sia profonda questa storia. Certo, è un racconto, ma ci insegna ad amarci, a non disprezzarci, a credere in noi, ad aiutare gli altri e a pensare positivamente. E ragazzi, pensare positivo aiuta davvero un sacco.

Il secondo racconto si intitola Rosy e l’anatroccolo e narra di una bimba abbastanza indisciplinata e del suo amico anatroccolo. Pensavo che questo fosse il racconto che mi avesse trasmesso meno emozioni, e invece, a freddo, non penso che sia così. Qual è il messaggio che viene trasmesso tramite questa storia? Non badare a cosa dicono gli altri, fidarsi sempre di se stessi, andare avanti seguendo le proprie idee anche se agli altri sembrano sbagliate, fare sempre del bene. Quanti adolescenti di oggi avrebbero bisogno di sentirsi dire queste parole? Di credere in se stessi? 

Il terzo racconto si intitola La rosa bianca.Purtroppo non mi è piaciuto molto, ma questi sono gusti. Ma anche da questo ho imparato qualcosa: non sempre la bellezza esterna eguaglia la bellezza interna. E questo racconto lo fa capire davvero mooolto bene. Ma insegna anche il senso del sacrificio.

Il quarto racconto si chiama Lo spirito della fonte e mi è piaciuto un sacco. Penso che anche questo racconto sarebbe da far leggere agli adolescenti. Per quale motivo?Perché insegna ad amarsi nonostante i difetti. Ma non ad amare solo noi stessi, ma anche le altre persone e ad affrontare la vita a testa alta.

Il quinto e ultimo racconto si intitola La piccola stellina. Devo dire che questa stellina, Irina, sarà anche piccola, ma a testardaggine batte tutti quanti! E’ un racconto molto bello, mi è piaciuto tanto. Mi è piaciuta tanto anche la piega romantica che prende, anche se non è il fulcro di questa storia. Ma sapete qual è? Mai arrendersi. Mai fermarsi davanti agli ostacoli, andare avanti sempre e comunque.E questa piccola stellina ci insegnerà anche che cosa significa essere altruisti, a pensare prima agli altri e poi a noi stessi (questa frase è riferita al contesto del racconto).

E’ una raccolta davvero bella, avrei voluto leggerla alle medie. Anche se non so quanto fossi matura per capire i messaggi che questa bravissima scrittrice trasmette.

Ci sono alcuni punti deboli, come le frasi un po’ troppo lunghe e alcuni termini non più in uso che in un contesto moderno non suonano bene, ma per il resto è stata una bella lettura. C’è anche da dire che la narrazione è veloce, ma non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di racconti.

A questo libro ho deciso di dare 3,5 cuoricinie lo consiglio davvero a tutti, sono dei piccoli ma grandi insegnamenti quelli che ci trasmette Sabrina!

(Non abbiamo il mezzo cuoricino, per cui ne abbiamo messi 4 apposta xD)

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Consiglierei questo libro… a tutti quanti, indistintamente. E’ un libro da cui si può imparare

http://librilibrettilibracci.blogspot.it/2016/08/recensione-il-mondo-dellaltrove-di.html?m=1

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La Bottega dei Libri Recensione

 

E continuiamo con la recensione di una raccolta di racconti che la nostra new entry Maura ha letto e recensito per noi!!!

 
Titolo: Il mondo dell’altrove 
Autore: Sabrina Biancu
Editore: Marco Del Bucchia Editore
Genere: Narrativa
Formato: Cartaceo
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 116
Data di uscita: Luglio 2015
 
Trama
 
Il testo è composto da cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia.
Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima.
Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire.
La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati.
Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
Il prologo e l’epilogo rappresentano due parti della stessa storia, una metafora che descrive l’animo umano, dapprima in tumulto, sconsolato e triste, pieno di problemi e insicurezze, che, nella seconda parte   sboccia, grazie alla vicinanza delle persone che lo aiutano a credere in se stesso, a superare le difficoltà e a capire di avere uno scopo nella vita. Fa un viaggio introspettivo lungo e doloroso per arrivare ad essere felice e circondato da tanto amore da dare e ricevere. È come se ogni storia fosse una tappa di quel viaggio, in cui si cresce e si matura un po’ per volta per arrivare ad essere una persona meravigliosa, quella che si è sempre voluto essere ma che sembrava così lontana e non alla propria portata.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare: con Elia conosceremo l’animo buono di chi mette a disposizione la sua cucina senza chiedere nulla in cambio se non delle chiacchierate; Rosy, bambina viziata, grazie al suo anatroccolo si farà un esame di coscienza per capire cosa deve migliorare; Tea, dopo aver perso il figlio ha smesso di avere amici e di vivere, sarà l’animo buono di un bimbo di nome Pietro a farle capire da dove viene veramente il suo male; Desideria, ragazzina sempre allegra, aveva smesso di sorridere dopo un’epidemia che le aveva deturpato il viso, ma il suo amico André che le vuole molto bene le farà capire che ciò che conta di più è la bellezza interiore; la stellina Irina, infine, a differenza degli altri astri, ha uno scopo nella vita e aiuterà una giovane donna a capire che un amore non corrisposto si deve lasciar andare. 
 

 

 
RECENSIONE
 
“Tieni sempre accesa la tua mente, non smettere mai di inventare storie e di rifugiarti in esse quando vuoi.” (dal prologo)
 
Credi agli angeli, credi alla reincarnazione, credi ad una vita prima di quella che stai vivendo e a una dopo, credi che le anime si possano impossessare di luoghi, fiori, oggetti…? Se per te tutto questo non è solo frutto della fantasia allora leggi, sempre con molta leggerezza, questo libro. 
Il testo è molto semplice a volte elementare e ripetitivo, scorre molto velocemente e non ti dà il tempo di soffermarti su alcun argomento.
Non è un romanzo ma una raccolta di cinque “favole” che potrebbero essere lette anche ad un bambino per il modo in cui sono scritte. 
Il tema è sempre lo stesso: far riflettere sul valore della vita con l’aiuto di qualcosa di soprannaturale (fiori, luoghi, animali).
 Il filo conduttore è sempre la luce come punto positivo e il buio per la negatività che invade gli animi.
Se si fa una riflessione più profonda sul significato di questo testo sono del parere che alcuni argomenti dovrebbero essere trattati con meno leggerezza.
 
“Aveva fatto un viaggio straordinario pieno di storie di persone comuni che erano riuscite a cambiare la loro vita mantenendo il loro animo di bambino, e questo lo aveva rincuorato.” (dall’epilogo)
 
(Recensione a cura di Maura)
 
 
VALUTAZIONE
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Recensione da Gelo Stellato

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Ecco. E’ sabato. Sabato e io mi prendo il tempo di scrivervi di questo libro. Questo libro che ho letto martedì, per 3/5, sul Tagliamento, dopo un bel 50km di bici grattugiapalle e un’ora e mezza di ronfata under the sole, che ora son color del cioccolato al latte.
E a un certo punto, mentre leggevo, ho capito una cosa.
Che bisogna essere più buoni.
E’ un discorso lungo, e la prendo comoda, perché è sabato mattina, e sono rimasto addormentato – che poi per me rimanere addormentato vuol dire svegliarmi alla 7.30 anziché alle 6 – e quindi tanto vale che non corra.
E allora vi dico una cosa simpatica. Una cosa che non mi era mai capitata. E cioè questa.
Quando recensisco i libri dell’underground letterario, non sempre trovo tante immagini della copertina. Qualche volta, anzi, devo allungare il braccio, tirare il libro nello scanner, e scannarlo, cercando di farlo gridare il meno possibile.
Ecco, invece, con questo, provate a mettere“Il mondo dell’altrove” su google e a cliccare immagini.
Ecco… decine e decine di copertine!
Ma cats! Come hai fatto Sabrina!? Hai amici dalle parti di Google? No perché okay, mica è un titolo così icastico, Il mondo dell’altrove, anzi… pensavo che mi uscissero chissà quali altre cose etc. E invece…
Comunque, sì, non è certo di questo che intendevo con il prenderla larga, però è una cosa strana.
Dicevo, è sabato, ascolto il primo James Blake che non l’avevo mai ascoltato, e il gatto nero solito mi dorme di fianco, sul tappetino mouse, che non uso più, da quando lo usa lui. E una rottura di ciglioni, questo gatto. Che poi ne ho due, ma è uno solo che proprio non riesce a starmi lontano. Anzi, ora ve li faccio vedere, ché ieri eran qua a guardare Rio con me ed erano fotogenici.
Ma nemmeno del gatto, vi volevo parlare, ma del libro di Sabrina Biancu.
Che poi, io non so come ha fatto, ma è riuscita a ricordarsi di richiedermi di leggerlo, e io, in effetti, contrariamente a quando succede da 2-3 anni a questa parte, questa estate ho davvero ricominciato a leggere un po’, soprattutto se son libri piccoli.
E questo di Sabrina Biancu è un libro piccolo, tipo cinque racconti, che però ve lo dico subito, non sono racconti, ma sono fiabe, o almeno a metà strada, e quindi è come fiabe moderne che li dovete cogliere. Fiabe moderne brevi, ché son 108 pagine, e davvero, a volerlo, in meno di un paio d’ore e poco più d’una lo leggete. Io ci metto di più, ovvio, ché sono di quelli con la pigrizia curiosa in cuore e mi faccio distrarre da ogni cosa. Tipo adesso, che sono andato a controllare se l’insalata che ho seminato dalla tartaruga sta crescendo, e no, non cresce, porca miseria, ma quanto ci mette a crescere dell’insalata?! Ah, a proposito di bestie, devo andare a vedere del coniglio nuovo che ci è nato, nero con le zampette bianche che pare abbia i calzini… vado e torno! Tanto sto riguardando la sfilata e sono quasi arrivato a dove ero ieri, la Spagna.
E niente, è ora di andare ché è già mezzogiorno, e finirò dopo, e vabbè, perdo tempo in tutti i modi… 😀
E son tornato. Sicchè, torniamo al libro. Anzi, torniamo a martedì scorso, che l’ho finito. Avevo già letto i primi due racconti, e mi era scappato pure di dirlo alla Sabrina, che c’era un sacco di ammmore, dentro. Ed è così. Ci sono i buoni sentimenti, in questi cinque racconti, non vi dovete aspettare cattiverie,o meglio, non vi dovete aspettare che se ci sono, delle cattiverie, dei lati oscuri, ecco, non vi dovete aspettare che vincano o prevalgano.
E lo sapete anche che io sono un cattivo dentro, scrivo d’horror e inquietudini, pur non sopportando la cattiveria, e quindi spesso non mi trovo a mio agio dove i buoni sentimenti abbondano… soprattutto sul secondo racconto, dove arriva il classico angelo custode, potrebbe essere che non amo molto la storia, se usiamo la classica figura custode un po’ birbante che deve fare del bene per riabilitarsi.
Ecco… poi, mentre leggevo la terza storia, emi rendevo conto via via come dietro alla positività delle vicende, ci sia una positività delle intenzioni, della persona, della volontà di dare un messaggio, un messaggio bello, forse non sempre originale, ma onesto.
Ecco… la cosa dell’onestà, nella scrittura, è una cosa che non saprei spiegare, ma che so di saper riconoscere, ed è importante, quando leggi un esordiente, perché è ciò che lo salva e può portarlo a migliorare, a scrivere cose migliori. Ecco… e proprio mentre ero lì, sul Tagliamento, a sonnecchiare, e leggere, e mi son detto: ma meno male! Meno male che c’è ancora gente che è piena di buoni sentimenti! E che diamine… non se ne può più di cattiveria, di gente che è lì, che ammazzerebbe ucciderebbe ecc e vorrebbe tutti morti per i motivi più sciocchi. E’ pieno di razzisti fascisti animalisti fondamentalisti complottisti qualunquisti e altre cose in isti che sono pronti a compre le peggio azioni, le peggio cattiverie. E allora, mi son detto, non è bello che ci sia qualcuno che con tanta semplicità scrive delle fiabe moderne dove trionfano i sentimenti opposti?
Sì.
Anche perché ci sono un paio di difetti che vanno detti, non sono uno che tace, lo sapete. Ma sono difetti che si possono perdonare, anche se per motivi diversi.
Il primo, perché non è una colpa dell’autrice, ma di qualcun altro.
Ci sono alcuni spazi che mancano, alcuni spazi di troppo, qualche errore di battitura e anche qualche erroruccio di grammatica, tipo un affianco al posto di a fianco, un associale al posto di asociale e cose così. Sciocchezzuole? Sì, però un editore che pubblica un libro dovrebbe vederle queste cose, e pare abbastanza chiare che l’editore non l’ha proprio letto, e se lo ha fatto ho molti dubbi sulla sua capacità di editare o se non altro di usare il correttore automatico di word, ecco. E insomma… andrebbe fatto.
Il secondo difetto invece è perdonabile perché è normale che sia così, ovvero una certa ingenuità nello stile, dove molte volte si cade sulla frase fatta o sulla espressione comune, ed è una cosa abbastanza normale, in chi deve ancora farsi le ossa. E se poi tenete presente che siamo di fronte a delle fiabe moderne, con un linguaggio che vuole raccontare storie semplici e farlo con un linguaggio semplice, ecco, allora anche questo non è un vero e proprio difetto.
Detto questo, quattro parole sulle storie, che male non fa.
Nella prima, Nico soccorre Elia, che è finito sulla strada, ha perso moglie (e figli, anche se di quelli pare fregarsene, o per lo meno, non li cita mai) e anche la voglia di vivere, o almeno di farlo in modo positivo. Nico no, è l’opposto, nonostante paia non aver avuto una vita facile. Poi, tra i due, presente e futuro si mescolano, in modo inaspettato, e non è male.
Nel secondo, Rosy e l’anatroccolo, la piccola Rosy incontra un anatroccolo che le parla telepaticamente.
Nel terzo, una misteriosa donna di nome Tea vive isolata in una casa e quasi soggiogata dalle rose, che le parlano e non sono molto buone… questo ha un buon elemento fantastico, e il mistero del figlio morto, non è male.
Poi c’è lo spirito della fonte, che diventa più fiabesco, e racconta di un’amicizia che diventa amore, e va oltre l’aspetto fisico e la sfortuna.
E infine, quello che ho preferito, e forse il meglio riuscito, se prendiamo per buona l’idea che siano fiabe moderne, è La piccola stellina, di nome Irina, che se ne sta su un balcone di una ragazza che soffre per amore, e non è che una stella può stare lì, a curiosare cosa fanno gli uomini, non senza pagare un prezzo, per lo meno.
C’è una malinconia accennata, in tutti i racconti, ma poi c’è un senso di giustizia, che arriva a scioglierla, e non l’ho trovata, alla fine, una brutta cosa. E insomma… dai, okay, io dico basta così, che devo uscire a cena, e ci ho messo tutta la giornata, alla fine, tra una cosa e l’altra, a scrivere di questo librettino. E grazie Sabrina che hai aspettato di regalarmelo.
E adesso, e per le prossime settimane… Olimpiadi!
Come dite? Volete vedere il coniglio coi calzini? E va bene, dai, vi accontento 🙂

Recensione da On Rainy Days

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La météo de Baudelaire #39 : Il mondo dell’altrove

Ciao 😊 Come state? Vi sta piacendo la settimana dedicata alla Fantasia?

Il libro di oggi per La météo de Baudelaire è una piccola perla italiana che mi ha conquistata per la sua fantasia delicata e molto tenera. Mi ha fatta tornare bambina ed è una cosa davvero incredibile e speciale ☺️

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Info

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Il mondo dell’altrove
Autore
Sabrina Biancu
Editore
Marco Del Bucchia Editore
Anno
2015
Genere

Narrativa
Formato
Cartaceo
Pagine
116
Prezzo
12€

Trama

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

Parere

Questa breve raccolta di racconti regala cinque avventure in cui la fantasia e l’immaginazione rappresentano il motore in grado di farci crescere come persone migliori.
Il prologo iniziale, in cui un bambino con la paura di crescere e di perdere la propria fantasia viene soccorso da un coetaneo, è la cornice in cui si sviluppano i racconti. Il ristorante della speranza – in cui la possibilità di vivere una vita alternativa permette di capire che non è mai troppo tardi per inseguire il cuore -, Rosy e l’anatroccolo – che insegna ad accettare le proprie responsabilità, i propri compiti ma anche il punto di vista altrui -, La rosa bianca – in cui l’apparenza non è ciò che conta ma La verità si nasconde nell’animo e va cercata oltre le apparenze, insieme al sacrificio di sé per il bene altrui -, Lo spirito della fonte – che insegna che la bellezza non è esteriore, perché si deve accettare per come si è – e La piccola stellina – in cui si insegna il sacrificio e l’aiuto verso gli altri, non per amore ma per l’affetto che si nutre per loro – sono le cinque storie fantastiche che tengono piacevolmente compagnia in un pomeriggio e che aiutano a crescere non solo il protagonista della cornice, ma anche noi che leggiamo.
Nell’epilogo, in cui ritroviamo i bambini, anche i lettori si riconoscono nel momento di svolta che rende sicuro di sé il bimbo dapprima spaventato, perché ripercorriamo i messaggi di crescita e accettazione che le storie condividono e con lui ritroviamo la fiducia nella fantasia e nell’immaginazione.
Questa sensazione di crescita e apparenza è dato da uno stile coinvolgente, diretto e che sa emozionare. L’autrice regala personaggi che arrivano dritti al cuore e che ci trasportano di nuovo nell’infanzia, per renderci di nuovo adatti ad imparare ciò che i racconti e la vita hanno da offrire.

Voto

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È davvero una raccolta che fa sognare e crescere, che aiuta a non dimenticare quanto la fantasia sia importante per stare bene 😄
Fatemi sapere se vi ha incuriosito e se rientra nella vostra wishlist!

A presto 💋

On Rainy Days Contest

 

 

 

 

 

https://onrainydaysblog.wordpress.com/2016/07/20/la-meteo-de-baudelaire-39-il-mondo-dellaltrove/comment-page-1/#comment-2255

Recensione La Balena Parlante ed Io

Incipit:

In un angolo buio della stanza un bambino, rannicchiato su se stesso, con le ginocchia appoggiate al petto e il viso nascosto dalle braccia, singhiozzava e tremava.

Il mondo dell’altrove, Sabrina Biancu
Marco Del Bucchia Editore

 

Stile di scrittura: acerbo
Complessità dei personaggi: media

 

La mia lettura
Ho ricevuto la mail con il racconto in allegato il 10 di aprile, il che vuol dire, se i parametri della matematica non sono opinabili, che Sabrina Biancu ha dovuto attendere ben tre mesi prima che io iniziassi a leggere e valutare il suo lavoro.
Badate però che in tutto questo tempo mi sono ben guardata dal cedere alla tentazione di curiosare fra le varie recensioni che fioccavano in giro: una cosa a cui tengo e a cui non sono disposta a rinunciare quando incomincio un nuovo libro è la possibilità unica e irripetibile di avere un’impressione che sia mia, personale e autentica.
Mi sono quindi accostata alle prime pagine con tutto il candore e la golosità di una bambina, pronta ad accogliere tutto quello che avrei trovato, e a misurarlo attentamente passo passo.
Ecco, ora sono pronta a svelarvelo: cosa si nasconde nel Mondo dell’Altrove?
Una delle cose che ho apprezzato di più di questo libro è la sua struttura narrativa, che può leggersi in due sensi: cinque diversi racconti autoconclusivi, a sé stanti, ognuno con i suoi personaggi e il suo mondo, o un racconto unico, come perle di un’unica collana, un viaggio fantastico attraverso il quale il lettore si affaccia sulle finestre di un luogo, anzi di più luoghi, che non sono qui, ma altrove, ma dov’è dunque questo Altrove? E, prima ancora, cos’è? Un luogo tra il sonno e la veglia? Utopia? Miraggio? Sterile fantasia?
Per scoprirlo, come in tutte le storie, dobbiamo partire dall’inizio.
Questa storia inizia con il buio e il freddo, con la paura che ogni individuo porta con sé, come una bizzarra e pesante eredità, sin dalla nascita, quella di vivere. C’è un bambino e c’è una voce. Angelo custode, coscienza, Dio, non è importante quale sia il suo nome, la voce conduce il bambino, e noi con lui, tra il grigiore e l’indifferenza di un mondo in cui le persone hanno dimenticato come si fa a guardarsi negli occhi, abbagliati dalle seduzioni delle apparenze, dalla fredda e distaccata logica del denaro, che ci rende soli, ciechi, bruti e brutti, persone che hanno disimparato come stare insieme, come dare la speranza anche solo con un pasto caldo, che se vanno in giro, indaffarate, ma senza un vero impegno, uno scopo.
Passeggiamo fra grandi città e villaggi sperduti, posti fantastici o verosimili, ma sin da subito appare chiaro quale sia il luogo che all’autrice interessa realmente visitare: il cuore umano.
Ne viene fuori un’opera semplice, senza troppe pretese, adatta ai lettori di ogni età e abbastanza genuina nelle piccole morali che ogni storia racchiude in sé, come un cioccolatino fondente dal cuore di caramello, un linguaggio perfettamente chiaro e accessibile, sebbene forse un po’ compassato e ridondante, soprattutto nei primi due racconti. Dovendo poi essere critica a tutti gli effetti, io credo che un libro di questo tipo avrebbe avuto bisogno innanzitutto di un impatto visivo più forte, avrei visto bene qualche illustrazione fra le pagine o anche solo delle vignette ad accompagnare i titoli dei racconti.
Ma il fatto è che il vero tocco di stile e originalità c’è, ed è nel racconto La rosa bianca, in cui, grazie anche ad una scrittura snella e accattivante e a un buon ritmo narrativo, trovano posto magnificamente tutti quei temi che nelle altre storie non riescono ad assumere una forma così vivida e convincente. Qui c’è tutto: c’è la solitudine di Elia, c’è Desideria ingannata dalla bellezza esteriore, c’è Irina che sacrifica il suo posto in cielo in un gesto d’amore puro e disinteressato. E c’è di più, molto di più, ed è questo il bello: l’intelligenza del cuore di un bambino che riesce a sradicare la mediocrità degli adulti, e ridà speranza e vita ad una donna che credeva di non meritare più di vivere.
E dove arriveremo alla fine del viaggio? Cosa farà quel bambino sperduto, dopo che anche l’ultima finestra si sarà chiusa sul suo Altrove?
È proprio qui che si chiude la storia, con il suo segreto più profondo: qui, su questa terra, questo condominio che ci siamo trovati ad abitare per caso, è qui che ognuno di noi ha il dovere di portare un po’ del suo Altrove.

Traendo le dovute conclusioni, personalmente io vedo questo racconto come un esperimento ancora un po’ acerbo e goffo, tuttavia resta il fatto che il potenziale c’è ed è buono. Spero davvero che Sabrina Biancu riesca a scoprire come sfruttarlo.

Parole nuove: /

Se fosse musica: Rapsodia in blu di George Gershwin. Ecco, sto pensando proprio alla versione Disney, in Fantasia 2000  

Il giudizio di BP: Guarda e passa

Recensione da Kyoko Diaries

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“Amati incondizionatamente, con tutto te stesso, con la forza che possiedi, e potrai pensare, provare e agire in tutto ciò che sai di riuscire. Tutto si può, basta volerlo. Utilizza tutto questo, destati da questo stato d’insicurezza e paura e realizza la vita che vuoi. Credici con tutto te stesso e con orgoglio e tenacia riuscirai a uscire dallo stato di negatività in cui sei entrato. Una cosa ti chiedo: abbi fiducia, o fede, o speranza, chiamala come vuoi ma abbine tanta, questa è la chiave per aspirare a una vita migliore.” 

 

Cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia.

 

Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima.
Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire.
La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati.

Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
Il prologo e l’epilogo rappresentano due parti della stessa storia, una metafora che descrive l’animo umano, dapprima in tumulto, sconsolato e triste, pieno di problemi e insicurezze, che, nella seconda parte   sboccia, grazie alla vicinanza delle persone che lo aiutano a credere in se stesso, a superare le difficoltà e a capire di avere uno scopo nella vita. Fa un viaggio introspettivo lungo e doloroso per arrivare ad essere felice e circondato da tanto amore da dare e ricevere. È come se ogni storia fosse una tappa di quel viaggio, in cui si cresce e si matura un po’ per volta per arrivare ad essere una persona meravigliosa, quella che si è sempre voluto essere ma che sembrava così lontana e non alla propria portata.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare, ogni storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

 

Autore: Biancu Sabrina 
Titolo dell’opera: Il mondo dell’altrove 
Genere: Narrativa 
ISBN: 88-471-0785-4
Prezzo: € 12,00 
Numero Pagine: 116 
Casa editrice: Marco Del Bucchia Editore
Anno/data di pubblicazione: luglio 2015

 

Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.

 

Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l’adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda, cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

 

RECENSIONE

Mentre il mio dondolo mi culla  nell’arsura estiva e le zanzare mi omaggiano con qualche premurosa puntura.. guidata da un animo nobile e gentile … sostenuta dal mio eroico alleato Raid…tento di ricambiare tanta cortesia  …ipnotizzata dallo slogan pubblicitario ” raid insetti sconfitti”.. lo afferro tenacemente in  stile Lara Croft con il suo  fucile a pompa (per non essere complice di una propaganda ingannevole ..unico segno in comune una  “treccia” ) .. pronta a non mancare l’obiettivo … ma ahimè la nuova “mission 007  Fedecchie Rubasangue”  clamorosamente fallita… mi soffermo perché inizio a nutrire seri dubbi  sulla tisana rinfrescante appena bevuta …credo abbia seri effetti collaterali ….mi sembra di percepire campanelli natalizi ..una raffica di vento gelido.. qualche spintone ben assestato dalla folla dei passanti tra  spalle e  fianchi  (no in realtà devo correggermi  è la mia delicata Golden Retriver  detta da tutti  “Tata”  che cerca di persuadermi per ricevere qualche bocconcino)… mi ritrovo immersa in questa scenografia:

 

 

“Mancava poco a Natale, faceva un freddo pungente e la gente stringeva a sé i cappotti e le pellicce per difendersi dal vento. Nonostante il maltempo, le strade pullulavano di gente che si catapultava in massa nei negozi per gli ultimi acquisti….Nel groviglio di quegli estranei c’era anche Elia che, a differenza degli altri, si trascinava per la città lentamente, senza vederla. Era da un po’ che lui non aveva i pensieri che spingeva gli altri a uscire da casa. Infatti non possedeva nemmeno un pacchetto piccolo, e questo da quando la moglie e i figli lo avevano lasciato solo…”


Tra la folla natalizia un incontro inaspettato quel giorno attende il nostro afflitto ed amareggiato  Elia.. che purtroppo  è stato vittima dei famosi briganti della sfiducia e della delusione… dei vicoli bui  e deserti  sono i  tiranni.. depredando chiunque si trovi a passare di lì.


“… un ragazzo si avvicinò … un viso sereno incorniciato da capelli ricci castani e occhi color nocciola…Mi chiamo Nico…”

Cosa sussurreranno tacitamente al nostro cuore Elia e Nico ?

Il personaggio del racconto successivo..già infastidita del tempo dedicato ai suoi predecessori …esige caparbiamente l’attenzione…meglio non indugiare oltre nel puntare l ‘occhio di bue del palcoscenico su Rosy …essendo un tipetto molto suscettibile.
” Rosy piangeva sempre. Fin da quando era neonata, i genitori capivano quando arrivava il momento da alcuni segni caratteristici che ne premunivano l’arrivo: il corpo s’irrigidiva, stringeva i pugni, diventava paonazza in viso e cominciava a singhiozzare mentre contemporaneamente muoveva braccia e gambe. Con il passare del tempo alcune espressioni corporee mutarono, ma quella facciale non cambiò, tranne che per la sporgenza del labbro inferiore in avanti e uno strano tic accompagnati dal tirare su con il naso che facevano arrivare inesorabili le lacrime….. la portarono a trascorrere l’intera giornata in un parco di divertimenti. In uno dei giochi vinse un anatroccolo e lo portò a casa soddisfatta. Le piume gialle erano morbidissime e gli occhioni la guardavano come a chiedersi: in che razza di posto sono capitato?..

_Ti chiamerò Quicky” disse guardandolo….”

 

Quale segreto nasconde Quicky? E quali sorprese attendono Rosy?
Chissà quali note risveglieranno in noi i nostri due amici.

Attende paziente la protagonista del prossimo racconto .. una vera gentil donna dalle buone maniere la nostra Tea..  riservata e solitaria  con un ombra sul cuore.

“Pelle d’avorio e occhi freddi come il ghiaccio.” Era così che tutti parlavano di Tea pur non conoscendola, una donna adulta che si avvicinava all’età anziana e che giudicavano glaciale …. parecchio tempo prima, però, la sua vita era stata molto diversa: piena di amici la sua casa era aperta a tutti, ma da quando nel suo giardino avevano cominciato a crescere le rose tutto era cambiato…” 


Cosa turba cosi profondamente Tea ? Quale sarà il segreto delle misteriose rose?

Attenzione se il mio cannocchiale non mi inganna… sperando che”Sparrow” nel suo viaggio ai Caraibi  non abbia  danneggiato la lente..  vedo qualcuno arrampicarsi  sul  muretto del cortile di Tea..un ragazzino impavido.. allergico ai pregiudizi …ecco il nostro giovane Pietro.

 

“Gli amici lo ammonirono che era pericoloso, non tanto perché potesse cadere, ma per ciò che quella “donnaccia” poteva fargli (così la chiamarono).  Il ragazzino ovviamente non li stette a sentire e, una volta in cima, sedette cavalcioni sul muro e allungò l’esile mano. Però ancora era lontano e non ci arrivava, fino a quando, avvicinandosi sempre di più, perse l’equilibrio e cadde. Il tonfo fece accorrere Tea …“Sei ferito” disse esaminando il braccio “su, vieni dentro.” Sedettero al tavolo della cucina e Tea andò a prendere l’acqua ossigenata, infine applicò sulla ferita un cerotto. La donna aveva fatto il più possibile piano per non fargli male e intanto il bambino si era tranquillizzato..la donna domandò il suo nome. “Pietro.” “Io sono Tea. È un tipo di rosa, tanto per cambiare.”.

 

 Quali saranno le pennellate dipinte da Pietro e Tea sulla nostra tela ?
Tra salti e corse sfrenate nelle strade di un piccolo villaggio…un uragano di vita sta per entrare in scena…la nostra dolce Desideria con il suo inseparabile amico e compagno di giochi Andrè …quasi quasi li raggiungo anch’io..giocare …a qualsiasi età…è come assumere un Red Bull per l’anima.

 

“In un piccolo villaggio abitava una bella bambina con i capelli ricci castani e gli occhi azzurri di nome Desideria. La sua grinta e la sua vitalità la facevano correre, saltare e giocare tutto il giorno. Aveva il sorriso più dolce e sincero che mai si fosse visto; con la sua bella risata argentina, poi, irradiava una piazza…Aveva un amico, André, un bimbo orfano di padre e di madre, che abitava in una vecchia casa assieme ad un’anziana donna…Tutto filava liscio come l’olio! Desideria e André passavano la loro fanciullezza nel migliore dei modi… finché tornò l’inverno e una brutta epidemia mise in ginocchio il villaggio…..”

Quali conseguenze porterà l’ epidemia? L’amicizia tra Desideria e Andrè rimarrà salda nonostante gli ostacoli della vita? Quali impronte lasceranno in noi ?

Infine.. una luce intensa stasera brilla da vicino… è la curiosa stellina  Irina …un’ eccellente osservatrice …specializzata in  raggi X istantanei dell’ anima ..un pò birbante però… non riesce ad attenersi alle regole.


“C’era una volta una piccola stellina di nome Irina a cui piaceva scendere dal cielo e stare a guardare i modi in cui vivevano gli umani. Questo era vietato dal regolamento dei cieli, ma a lei non importava affatto: finché non la scoprivano si avvicinava quanto più poteva e ascoltava i loro discorsi prendendo parte alle loro vite…..Una sera andò a posarsi sul balcone di una piccola casa e due ragazzi, che un tempo erano stati molto innamorati, litigavano animatamente. La discussione andò avanti per un bel po’ di tempo, fino a che lui se ne andò come una furia. La loro storia d’amore è finita per sempre, così Irina intese che lui non sarebbe tornato mai più..”.


Cosa farà la nostra piccola Irina? Quale sarà il destino della giovane ragazza innamorata?

 

La penna sognante di Sabrina Biancu con uno stile semplice e fluido  ci accompagna nel  Mondo dell’ Altrove. Un mondo magico nascosto ai nostri occhi ma non al nostro cuore. Coraggio….lealtà…gratuità…autenticità…positività…tenacia sono le Guest Stars. Rispecchiarsi in uno sguardo pieno di dignità..un’ amicizia sincera…un amore puro..la fiducia nell’altro….diventano  starter di rinascita.
Cara Sabrina i sognatori sono coloro che salveranno il mondo perché sono coloro che non si sono mai arresi…grazie.
Conoscerti è stato un piacere ..una scrittrice dotata di tanta umiltà ..gentilezza e fantasia.
In bocca al Lupo!!!!

 

INTERVISTA A SABRINA BIANCU 



Il colore della sua scrittura?

La mia scrittura è fatta di tre colori arancione, giallo e rosso, perché esprimono la positività, l’ottimismo e il sorriso che mi danno queste tonalità e su cui ho incentrato la mia scrittura.

Quanto c’è di autobiografico nei suoi racconti? 

Questa opera è totalmente autobiografica. Il prologo e l’epilogo rappresentano me in momenti diversi della vita, prima di sofferenza poi di crescita. Inoltre ogni personaggio di ogni racconto ha un po’ di me, sia come sono sia come vorrei diventare. Più di ogni altra cosa, però, sento di appartenere al personaggio che insegna qualcosa, perché mi piace aiutare gli altri.

Qual è il suo personaggio preferito ? Il personaggio a cui ha voluto più bene?

Il personaggio a cui sono particolarmente legata è Nico del racconto Il ristorante della speranza. Nico è un ragazzo che ha un ristorante, ha avuto successo a soli 28 anni e vive la vita con positività. Elia è un uomo che nella vita ha perso tutto, famiglia, denaro, lavoro e anche durante le feste si preoccupa solo di mangiare tutti i giorni. Un giorno, a causa della fame sviene e Nico, nonostante la folla che lo accerchia, è l’unico a dargli una mano e offrirgli un pasto gratis. Dopo aver conosciuto la sua storia gli offrirà da mangiare tutti i giorni senza volere nulla in cambio. Mi riconosco e cerco di somigliare sempre più a Nico, perché voglio aiutare chi ha bisogno sperando di riuscirci con le mie parole e con questo libro, come ha fatto il giovane cuoco con il suo cibo e i suoi consigli.

Il Mondo dell’Altrove mi ha molto incuriosito. Potrebbe rivelarci ancora qualcosa  di questo mondo fantastico, magari le coordinate per poterlo visitare ?

Il mondo dell’ altrove rappresenta un luogo magico dove si conoscono persone speciali che aiutano gli altri in modo disinteressato. Questi personaggi possono essere veri o che esistono nella fantasia di ognuno di noi, perciò questo mondo è altrove, perché non è qui e ora, ma in un luogo che va al di là di ciò che gli occhi possono vedere.

La  colonna sonora del suo libro?

I believe I can fly di R. Kelly . Ascoltando il testo ho capito subito che è una canzone perfetta perché  molto significativa.

Il romanzo che avrebbe voluto scrivere?

Avrei voluto scrivere L’’ombra  del vento di Zafon. Fin dall’inizio sono rimasta affascinata da quel libro, e le pagine mi scorrevano dalle mani con tale velocità che mi ha ipnotizzata. È un capolavoro che avrei voluto scrivere anche perché è stata la prima lettura che mi ha fatto uscire dalle consuete, e nonostante a tratti mi avesse turbata in cuor mio desidero realizzare qualcosa che gli si avvicini.

Quali sono i suoi progetti per il futuro, sta già scrivendo un nuovo romanzo? 

Ho diversi progetti che vorrei realizzare. Dopo Il mondo dell’ altrove vorrei prendere nuovamente in mano il mio primo libro Luce Azzurra, pubblicato a mie spese con Boopen Editore (2009), arrangiarlo e proporlo a Marco Del Bucchia Editore; inoltre vorrei pubblicare un romanzo breve scritto nel 2006 a cui sono particolarmente legata. Ho scritto anche una saga di romanzi fantastici e altri racconti ma voglio dare tempo al tempo. Sicuramente un progetto ambizioso che ho in cantiere è presentare la sceneggiatura di un cartone animato. Non do limiti alle infinite possibilità che possono esserci.

 Perché i lettori dovrebbero leggere il Mondo dell’Altrove ? 

Il mio libro credo sia particolare, diverso dagli altri per più aspetti. Innanzitutto è una raccolta di racconti, inoltre sono del genere fantastico, dove creature come animali comunicano con gli esseri umani; insieme parlano di tanti temi usando il cuore e cercando di trasmettere qualcosa d’importante. Inoltre il pubblico ideale va dagli adolescenti agli adulti. È così vasto per via della scrittura semplice e scorrevole, comprensibile da tutti, e per i vari argomenti: dall’amicizia, alla famiglia, ai rapporti con gli altri. Può essere d’ispirazione per tutti, per chi si fa domande sulla vita o anche chi vuole trascorrere un momento piacevole in compagnia di un buon amico.

Recensione da L’angolo Letterario

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Buongiorno letterati!
Oggi una nuova recensione per voi, tutta dedicata ad un’autrice emergente: Sabrina Biancu. L’autrice è stata così gentile da inviarmi una copia cartacea della sua raccolta di racconti, quindi eccomi qui a recensirla per voi!

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Titolo: Il Mondo dell’Altrove

Autrice: Sabrina Biancu

Editore: Del Bucchia

Collana: Vianesca. Poesia e Narrativa

Cartaceo: €12.00

Pagine: 116

Trama: Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

 

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Prima di iniziare, vi avviso che questa sarà una recensione più breve del solito, essendo il libro di cui vi andrò a parlare una raccolta di racconti.

Il Mondo dell’Altrove comprende 5 racconti:

Il ristorante della speranza: il protagonista è Elia, un uomo che vede la sua vita andare a rotoli e che trova in un perfetto sconosciuto l’unica fonte di speranza; l’uomo, ovvero Nico, insegnerà ad Elia i veri valori della vita dell’uomo.

Rosy e l’anatroccolo: Rosy è la protagonista di tale racconto, una bambina capricciosa e testarda che si lamenta per ogni cosa, tanto da far preoccupare parecchio i suoi genitori. Un giorno, questi ultimi, le regalano un anatroccolo e affidano la vita dell’animale fra le mani di Rosy, in modo da far responsabilizzare la bambina; ma l’anatroccolo, si rivelerà qualcosa di più…

La rosa bianca: questo terzo racconto di Sabrina Biancu si basa sul vero significato del sacrificio e della dedizione verso qualcosa, nonostante tutti gli ostacoli. Tea è una donna anziana protagonista di numerose dicerie oscure che la considerano l’assassina di suo figlio e che dedica i suoi giorni alle rose del suo giardino, nate nel punto in cui suo figlio è morto. Le rose, però, costringono la donna ad essere ciò che non è; ma, un ragazzino, la aiuterà e scoprirà la verità sul suo conto.

Lo spirito della fonte: è il mio racconto preferito, il penultimo della raccolta, che insegna a non arrendersi mai e a riuscire a guardare oltre le apparenze. Desideria è la ragazza più bella del villaggio ed è amata da tutti per la sua bellezza; André, invece, la ama per la sua bellezza interiore. E quando un incidente lascerà il proprio marchio sul viso deturpato di Desideria, sarà proprio lui ad aiutarla, nonostante la paura della ragazza di mostrarsi agli altri.

La piccola stellina: Irina è la protagonista dell’ultimo racconto e ci insegna qualcosa di molto importante: ognuno di noi ha un posto e un obiettivo nel mondo e, anche se per realizzare ciò che di più vero si ha nel cuore bisogna andare contro le regole, il bene che si è fatto al prossimo verrà sempre riconosciuto e premiato. 

La raccolta si chiude con un epilogo che è la continuazione del prologo, che vede come protagonista un bambino che non vuole diventare adulto.

Il libro di Sabrina Biancu si legge in pochissimo tempo ed è perfetto se avete bisogno di una lettura poco impegnativa da divorare in una sola serata. Lo stile è semplicissimo e molto scorrevole, riesce a trascinare il lettore nei singoli racconti che, con le loro morali, vogliono palesare quelle virtù che ognuno di noi già dovrebbe conoscere. Vi affezionerete ai vari personaggi, descritti con molta semplicità, che incarnano problemi e pregi del mondo moderno e che, grazie allo stile dell’autrice, riuscirete ad inquadrare e comprendere alla perfezione. Le ambientazioni non sono molto importanti per lo sviluppo dei vari racconti, e, nonostante restino elementi basilari, la Baincu decide di accennare, con pochi elementi, qualcosa a riguardo.

Una raccolta di racconti, che, nonostante in alcuni punti poteva essere meglio trattata, riesce a dar vita a storie e personaggi molto interessanti.

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https://langololetterario.blogspot.it/2016/07/recensione-il-mondo-dellaltrove-di.html?showComment=1470291896377&m=1#c6863397166299531400

Recessione da Le Nove Muse

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IL MONDO DELL’ALTROVE

di Sabrina Biancu

DEL BUCCHIA

“Il mondo dell’altrove” è una raccolta icinque brevi racconti che trasportano il lettore in un mondo fantastico, un luogo magico.

Il prologo ci rimanda subito ad un grande capolavoro della letteratura per ragazzi ovvero “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e, proprio come questo splendido libro, i racconti di Sabrina Biancu affrontano importanti tematiche quali il senso della vita ed il valore dell’amore e dell’amicizia.

Sin dalle prime pagine, l’autrice pone al lettore l’eterno ed annoso quesito sulperché mai diventare adulti dovrebbe significare per forza perdere la capacità di sognare.

Sabrina Biancu risponde alla domanda attraverso le storie di Elia, di Rosy, di Tea, di Desideria e di Irina la stellina.

Cinque magici racconti che accompagnano il lettore adulto in un viaggio fantastico alla riscoperta di sé stesso e dei valori veri della vita ed allo stesso tempo affiancano il lettore adolescente aiutandolo a crescere e a maturare.

“Il mondo dell’altrove” potrebbe essere quindi definito “il libro per tutte le stagioni”.

Questi i titoli dei cinque racconti:

–       Il ristorante della speranza

–       Rosy e l’anatroccolo

–       La rosa bianca

–       Lo spirito della fonte

–       La piccola stellina

Non scrivo nulla della trama perché trattandosi di racconti molto brevi rovinerei il piacere della lettura anticipando inevitabilmente parti significative che è giusto che il lettore scopra da solo.

Ho pensato però che potrebbe essere interessante proporvi una piccola intervista all’autrice, che devo ringraziare per aver accettato di essere ospite sul mio blog.

Chi meglio di lei infatti potrebbe presentare la sua opera?

Sabrina Biancu, classe 1981, è nata ad Oristano e vive a Baressa. Frequenta il corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione. Ama i bambini, gli animali ed i libri.

Al suo attivo ha una raccolta di racconti dal titolo “Luce azzurra” (2009).

Il titolo “Il mondo dell’altrove” richiama alla mente la favola di Fantaghirò, così come il nome Desideria, protagonista del quarto racconto ricorda un’altra celebre serie TV. Quanto ti hanno ispirato questi racconti? Ci sono storie particolari che ti hanno ispirata?

Questa domanda mi riporta alla mente bellissimi ricordi, quando da ragazzina aspettavo il natale per vedere queste belle favole dove mi è sempre piaciuto rifugiarmi.

Sono sempre stata un’inguaribile sognatrice che ha usato la fantasia, anche perché ho vissuto dei momenti di solitudine a scuola, alle elementari e medie, perciò tenere viva la mente mi ha aiutato a non cadere nello sconforto.

Fantaghirò non ha influito in questi racconti, ma la quarta storia in piccola parte è stata influenzata da Sorellina e il principe del sogno, mi piaceva l’idea che una fonte magica potesse aiutare dei giovani innamorati, quindi la ricorda solo per questo.

Il resto è interamente frutto della mia fantasia, anche se posso dire che le letture e i film dell’infanzia ispirano molto i miei racconti, perché in buona parte non voglio crescere, e non voglio dimenticare di tenere accesa la creatività nonostante i miei 34 anni.

Nel primo racconto “Il ristorante della speranza” scrivi: “Attiri a te ciò che ti serve e l’universo di ascolta”. Credi alla legge dell’attrazione? Quanto secondo te il nostro atteggiamento influisce su ciò che ci succede?

Sei l’unica, o una delle poche che ha notato il chiaro riferimento alla legge dell’attrazione. Sì, credo ciecamente alla legge dell’attrazione, l’ho scoperta per caso e ho provato subito a metterla in pratica e devo dire che ha funzionato, perciò tutt’oggi continuo a usarla.

Se devo essere sincera la sto usando anche per la mia carriera da scrittrice e mi sta aiutando, non solo, la metto in pratica anche per aiutare gli altri e sono felicissima dei risultati, unita all’amore e alla gratitudine è una forza potente.

Se tutti provassero a usarla sono convinta che vivrebbero più felici.

Nei tuoi racconti si parla molto del difficile rapporto genitori-figli: il padre di Nico che vuole imporre le proprie scelte al figlio, il padre di Pietro che al contrario cerca di non imporre regole, ma cerca invece il dialogo, i genitori di Rosy in crisi davanti ai continui capricci della figlia. Quanto è difficile essere genitori oggi?

Questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Io lavoro con i bambini, faccio l’animatrice e spesso mi sono ritrovata a chiedere cosa sia cambiato oggi rispetto a quando io ero bambina, e mi sono ritrovata a fare un confronto.

Io provengo da una situazione in cui mio padre era allevatore e mia madre casalinga con quattro figli a carico, quindi non semplice, dove spesso non avevo tutto quello che volevo perché non potevano permetterselo, nonostante ciò sono stata una bambina felice e col senno di poi sono contenta di come sono stata cresciuta anche perché non mi mancava niente.

Oggi invece vedo che il consumismo è maggiore rispetto alle reali esigenze, e credo che sia più difficile fare i genitori cercando di essere all’altezza dei tempi, con bambini che vogliono avere le scarpe di marca e l’ultimo telefonino perché lo hanno tutti altrimenti vengono scartati dai loro coetanei. Forse qualche no in più non farebbe male, in fondo le nuove generazioni dovranno prima o poi imparare a cavarsela con i loro mezzi.

I tuoi racconti parlano di sentimenti: amore, amicizia, solidarietà…. Parlano dell’importanza di essere sempre se stessi e della necessità di tenere a distanza le persone che vogliono solo manipolarci. Insegnano l’importanza della bellezza interiore che troppo spesso viene messa in ombra da quella esteriore…

Ho scritto questo libro pensando alle mie esperienze passate, e volendo comunicare un messaggio. A volte si è talmente occupati a vedere le cose con gli occhi che non si ascolta più con il cuore; sembra che l’esteriorità abbia preso il posto dell’interiorità, eppure spesso chi non si espone è chi ha più bisogno.

Con il mio libro ho voluto dare voce a chi non viene ascoltato, ci tenevo a sottolineare che se diamo una possibilità a ciascuno di dire la sua, può darci più di quanto ci potremmo immaginare.

 

Il tuo libro può sembrare in primo momento un libro dedicato agli adolescenti, può essere sotto questo aspetto considerato uno strumento per aiutarli a crescere, a maturare. Ma leggendo i racconti ci si rende conto, quasi immediatamente, che questi possono tranquillamente essere un valido aiuto anche per gli adulti che si sono persi e devono ritrovare la capacità di sognare e credere…

Bella parola credere, credere per vedere e non il contrario. Aiuta a sperare in un futuro possibile e non smettere di sognare, e se la fiducia è tanta rimarremo soddisfatti di ciò che vorremmo si realizzasse.

Sì, ci hai preso in pieno, questo libro è dedicato agli adulti che si sono persi, che hanno perso la capacità di sognare, perché pensano che diventare grandi non implica lasciarsi andare a queste cose.

Ma i sogni sono fondamentali, chi smette di farlo si perde e si lascia travolgere dagli eventi, pensando di non avere controllo sulla propria vita, invece è il contrario.

I sognatori sono persone felici, che vivono appieno ogni momento e sanno che il futuro gli riserverà qualcosa di bello, perché se lo creeranno esattamente come lo hanno sempre immaginato.

Grazie di cuore Sabrina e in bocca al lupo per la tua carriera!

 

 

 

 

 

http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2016/07/il-mondo-dellaltrove-di-sabrina-biancu.html?m=1

 

Recensione da Amazing Readers

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Ho ricevuto gratuitamente questo libro da Sabrina Biancu in cambio di una recensione sincera. Questo non ha avuto effetti sulla mia opinione del libro e quindi sulla recensione che stai per leggere.

Il mondo dell’altrove, di Sabrina BiancuIl mondo dell’altrove di Sabrina Biancu
Editore: Marco Del Bucchia Genere: Novelle e racconti
Pagine: 116
ISBN: 9788847107854
Compra su: IBS :: Amazon :: LaFeltrinelli
Schede libro: Sito editore :: Goodreads :: Anobii
Il nostro voto: two-stars

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

Il mondo dell’altrove è una raccolta di cinque racconti tramite cui l’autrice, Sabrina Biancu, cerca di trasportare il lettore in una realtà magica; una realtà diversa, in cui è possibile trovare cespugli di rose parlanti o acque che possono realizzare i tuoi desideri. Un libricino snello che si legge in fretta, dal sapore a volte un po’ favolistico e “moraleggiante” – non è difficile intuire il messaggio che si cela dietro i racconti.

Ho apprezzato la lettura soprattutto per i contenuti; ci sono secondo me racconti in cui la morale è fin troppo evidente, ma comunque non è così pesante da poter infastidire. I personaggi, data la brevità dei racconti, sono a volte un po’ abbozzati, ma anche qui, non è una cosa fastidiosa, e mi ha ricordato molto le raccolte di favole che leggevo da bambina, da questo punto di vista.

Il vero difetto secondo me sta nello stile. L’ho trovato un po’ rozzo, poco rifinito, a volte con scivoloni grammaticali che l’editing avrebbe dovuto togliere, e in generale è stato quello che mi ha fatto storcere il naso più spesso. Sinceramente ci sono state impressioni derivate da un mero gusto personale, ma ne ho viste altre che a mio modo di vedere rivelano un editing molto superficiale, che purtroppo ha tolto una grande potenzialità al libro. Perché se è vero che l’importante è il contenuto, e qui il contenuto c’era e poteva essere interessante, anche approfondito, è anche vero che è necessario che la forma sia adeguata. E come ripeto, a volte lo stacco secondo me è troppo forte.

In definitiva è un libricino che potete finire in un pomeriggio, una lettura piacevole, adatta a tutti, e che purtroppo ha un grande potenziale rimasto inespresso.

two-stars
I NOSTRI VOTI
Trama
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Personaggi
two-stars
Stile
two-stars
Ritmo
two-stars
Copertina
two-stars
Overall: two-stars

 

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