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Mese

settembre 2016

Il Dio Egizio Ra

 

 

Ra (noto anche nella forma oppure Rha (IPA:Rɑ: ) è il dio sole di Eliopoli nell’antico Egitto. Emerse dalle acque primordiali del Nun, portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret. È spesso rappresentato simbolicamente con un occhio (l’occhio di Ra).

A partire dalla dodicesima dinastia (ca. 1990 a.C.) in avanti fu congiunto con il dio tebano Amon fino a diventare la più importante divinità del pantheon egizio con il nome di Amon-Ra. Egli rimase per secoli il dio supremo, tranne per un breve periodo durante il periodo di Akhenaton (1350 a.C.1334 a.C.) quando fu imposta nell’Egitto l’esclusiva adorazione di Aton, il disco solare stesso. In tempi più recenti, fu associato a Heryshaf.

Fu anche il padre di Heget e di Bastet.

La teologia di Ra ebbe probabilmente un forte impulso a partire dal faraone Snefru, primo faraone della IV dinastia. Infatti per la prima volta dopo Snefru i sovrani assunsero il titolo di Figlio di Ra, titolo che entrò a far parte dei cinque nomi tradizionali del Faraone.

 
Ra

Ra è un dio creatosi da solo, essendosi formato da Mehturt, un tumulo (vedi Ogdoade) che diviene dalle acque di Nu, o un fiore di loto. Creò anche Shu e Tefnut dal suo sperma o muco, Hu e Sia dal suo sangue e l’umanità dalle sue lacrime.

Il sole è il corpo di Ra, o solamente il suo occhio. In Eliopoli (la capitale del suo culto), Ra era adorato come Atum (il tramonto del sole), Ra-Harakhti (il sole allo zenit) e Khepri (“il sole che sorge”) associato ad Harmakis (Horus sorge all’orizzonte). Più tardi fu associato ad Horus.

L’Occhio di Ra, anche chiamato Occhio di Horus.

Benché Ra e Atum (“colui che completa o perfeziona”) fossero lo stesso dio, Atum era utilizzato in vari modi. Egli era primariamente il simbolo del sole che tramonta ed era anche un sostituto di Ra come creatore di Shu e Tefnut. In alcuni culti Atum era stato creato da Ptah. Atum era il padre di Hike.

Atum era il capo dell’Enneade ed era rappresentato da Mnevis, il toro nero. Era associato al serpente, lucertola, scarabeo, mangusta e leone.

Ra percorreva ogni notte il mondo degli inferi su una nave reale, dove navigava lungo il Nilo celeste attraversando la Duat, superando Caos per emergere ancora una volta all’alba, trionfante, protetto dal mostro Apep da Seth e Mehen. Durante il viaggio era noto come Auf o Efu Ra.

A Eliopoli la sua pietra Benben divenne oggetto di culto e di venerazione.

Hathor e Ra una volta discussero e lei lasciò l’Egitto. Thot, travestito, riuscì a convincerla a tornare.

L’identificazione di Amon-Ra con Zeus e Giove era riconosciuta dai Greci e dai Romani (Amon-Zeus e Giove Ammone). I Greci diedero il nome di Diospolis Magna, città di Zeus, a Tebe. Egli era anche associato con la Fenice.

I simboli di Ra sono il disco solare o il simbolo Sun symbol.ant.png (Il simbolo astronomico del sole: un cerchio con un punto nel centro), vedi Simboli.

Ra era sposo di Hathor e padre di Bastet e Sekhmet.

 

 

 

 

fonte: Wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Ra

 

 

Recensione da Fantasy Non Fermiamo la Fantasia

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“Che cosa c’è?” chiese la voce.
“Ho paura” rispose il bambino con una flebile voce.
“Di cosa?”
“Di crescere.”
“Come mai?”
“I grandi vogliono che dimentichi la fantasia e l’immaginazione. Mi chiedono di essere chi
vogliono loro.”
“Sai, puoi non farlo.”
“E come?”
“Tieni sempre accesa la tua mente, non smettere mai di inventare storie e di rifugiarti in
esse quando vuoi.”
Inizia così , in un modo molto poetico ed evocativo, il libro intitolato ” Il mondo dell’altrove” di Sabrina Bianco; una raccolta di cinque racconti, che vi permetteranno di compiere un viaggio dove la bontà, la speranza e la fantasia sono protagonisti.
Il libro inizia con l’immagine di un bambino solo e triste, che ha paura di crescere. Accanto a lui comparirà un angelo custode che, attraverso la narrazione di diverse storie, gli infonderà coraggio e fiducia verso il futuro.
 

“E ora ci credi che se anche diventi grande non cambierà niente?”
Il piccolo annuì “Si, e ne sono felice. In questo viaggio abbiamo affrontato tante difficoltà
eppure sono cresciuto e maturato tanto pur restando ancora bambino.

 
In ogni racconto l’autrice ci presenta una diversa situazione e differenti personaggi che, ad un primo sguardo, sembrano distanti gli uni dagli altri, ma sono tutti accomunati del messaggio che il libro vuole trasmettere : non avere paura di sperare e di aiutare il prossimo. Ogni protagonista infatti risulta essere in serie difficoltà all’inizio del racconto, ma grazie all’aiuto di figure sempre differenti incontrate “per caso” sulla strada, riesce a risollevarsi e a ritrovare la felicità.
 
La fantasia viene vista come un luogo di rifugio dove si può trovare la forza per reagire e per affrontare numerose e diverse situazioni: dalla paura di cosa penserà il prossimo di noi, allo sconforto di non avere una casa e un lavoro.
 
Abbiamo tra le mani un libro che può essere letto da tutti, perchè può essere interpretato in modo differente, ma che trasmette il medesimo concetto. I temi sono trattati con semplicità e finezza, rendendoli comprensibili ed adatti ad ogni età.
 
L’unica cosa che non mi convince è la copertina, un po’ piatta ed anonima, anche se molto fine e leggera; la vedrei meglio abbinata ad un libro di poesie.

Recensione da LeggimiScrivimi

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Ho letto “Il mondo dell’altrove” di Silvana Biancu… questo libro racchiude 5 racconti, sono brevi ma intensi, hanno una forza e una carica emotiva impressionante.

Più che brevi storie…  sembrano lunghe poesie, di quelle che ti entrano dentro e ti fanno riflettere. Un viaggio introspettivo che ti fa ragionare e ti trasporta in un mondo magico, ma al contempo reale… insomma questi racconti ti arricchiscono!

Dolci e delicati si leggono con l’armonia nel cuore, con la speranza che cresce dentro, e la morale è sempre presente, forse alcuni penseranno che è scontata, ma ricordare certe cose, rispolverare certe verità… fa sempre bene!

Posso solo fare i miei più vivi complimenti a Sabrina perché è riuscita in poche pagine a racchiudere tanto. Per giorni ,dopo aver finito di leggere le sue storie, ho rielaborato e rianalizzato e insomma… ti assicuro, chiudi questo libro fisicamente, ma non lo chiuderai mai veramente.

Per oggi è tutto, spero di parlare di un altro libro domani… vedremo… Buona serata ^_^

 

 

 

https://leggimiscrivimi.wordpress.com/2016/09/22/il-mondo-dellaltrove-un-mio-pensiero/

Bastet e il culto dei gatti nell’antico Egitto

  1. Statuetta di Bastet, museo del Louvre

Bastet (anche Bast o Bastit) è una divinità egizia appartenente alla religione dell’antico Egitto. È stata una delle più importanti e venerate divinità fra le antiche religioni, raffigurata o con sembianze femminili e testa di gatta o semplicemente come una gatta.

 Agli esordi del suo culto era una divinità dai tratti solari simboleggiante il calore benefico del Sole, venerata per la sua potenza, la sua forza, la sua bellezza e la sua agilità.
Centro del suo culto era la città di Par Bastet (la Bubasti dei greci, attuale Zagazig, vicino aldelta del Nilo), dove – secondo Erodoto – si svolgevano anche dei festeggiamenti periodici in onore della dea, comprendenti processioni di barche sacre e riti orgiastici e dove è stata rinvenuta una necropoli di gatti sacri mummificati, con relativo tempio.
 

Il culto di Bastet

Bastet

Alle origini Bastet era una dea del culto solare, ma col tempo divenne sempre più di quello lunare. Quando l’influenza greca si estese sulla società egiziana, Bastet divenne definitivamente solo una dea lunare, in quanto i Greci la identificarono con Artemide.
A partire dalla II Dinastia, Bastet venne raffigurata come un gatto selvatico deldeserto oppure come una leonessa, tanto che era confusa o assimilata a sua sorella la deaSekhmet. Venne rappresentata come unfelino domestico solo intorno al 1000 a.C.
Bastet è la “Figlia di Ra“, quindi ha lo stesso rango di altre dee quali Maat e Tefnut. In più, Bastet è uno degli “Occhi di Ra“, nel senso che viene mandata specificamente ad annientare i nemici dell’Egitto e dei suoi dei.

Da quando i Greci identificarono Bastet conArtemide, Bastet fu detta “madre del Dio dalla testa di leone Mihos” (anch’egli venerato aBubasti, insieme a Thot), e fu raffigurata comunemente o come donna con la testa di una gatta o come gatta vera e propria.

 

Il culto dei gatti

Gli antichi egizi addomesticarono i gatti che vivevano ai confini del delta del Nilo, originariamente per debellare i topi che infestavano i granai.
Col passare del tempo, non ci fu casa o tempio od edificio che non registrasse la presenza di almeno un gatto, tenuto peraltro con ogni cura. Quando uno di questi felini moriva, si dice che il padrone usasse radersi le sopracciglia in segno di lutto per l’animale e di rispetto nei confronti della dea.

Il culto di Bastet raggiunse una diffusione tale che il gatto in Egitto era protetto dalla legge. Era vietato fare loro del male o trasferirli al di fuori dei confini del regno dei faraoni. Chi violava tali disposizioni, era passibile di pena di morte.
Nonostante le leggi egizie proibissero l’esportazione dei gatti, ritenuti animali sacri, i navigatori fenici li contrabbandarono fuori del paese, facendone oggetto di commercio insieme ad altre merci preziose.
Furono poi i Romani a portarli per primi nelleisole britanniche.

 

Le leggende

Racconta una leggenda che Bastet, punta da uno scorpione, fu guarita da Ra.

Gli Egizi avevano un modo di dire: «non si accarezza la gatta Bastet, prima di aver affrontato la leonessa Sekhmet». Bastet è infatti comunemente abbinata a sua sorellaSekhmet, alla dea dalla testa di leone diMemphis, a Uadjet e ad Hathor.
Questo modo di dire affonda le sue radici nella leggenda di Ra che, infuriato, provocò una siccità (evento terribile per gli egizi che vivevano delle piene del Nilo).
Quando si fu calmato, Ra mandò Thot a cercare Bastet in Nubia, dove la Dea si nascondeva sotto forma di leonessa (Sekhmet). Discendendo il Nilo, Bastet si era bagnata nel fiume in una città sacra a Iside, trasformandosi di nuovo in gatta ed era entrata trionfante a “Par Bastet” (città dei gatti), dove fu poi trovata da Thot; per molti secoli gli egizi hanno ripercorso il suo viaggio in venerazione dei gatti.

 

 

Fonte: Wikipedia

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bastet

Recensione da Romance e Non solo

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Buon pomeriggio lettori!
Oggi vi propongo il mio pensiero su una raccolta di racconti di un’autrice emergente che ho letto quest’estate =)

Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancu

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Casa Editrice: Marco del Burchia Editore
Pagine:116
Prezzo: 12.00 €
Data di pubblicazione: Gennaio 2015
ISBN:9788847107854

Trama:
Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

Il mio pensiero:

Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancu è un piccolo libricino contenente cinque racconti che scaldano il cuore.
Ogni racconto ha personaggi differenti ma tutti sono legati da un filo conduttore, un messaggio morale che l’autrice sottolinea più e più volte, ovvero quello della speranza.
Non bisogna mai abbattersi, a tutto c’è una soluzione e dobbiamo lasciare il nostro cuore aperto al prossimo, infatti oltre l’oscurità troveremo la nostra luce, il nostro cammino.
Bisogna solo saper leggere i segnali, fidarci di guide inaspettate, di piccoli gesti che nell’insieme faranno la differenza.
Ogni protagonista di questi racconti, per un motivo o per un altro sta affrontando una crisi, un momento difficile, ma nella sua vita irrompe un personaggio, una sorta di deus ex machina, che rimetterà le cose apposto o meglio guiderà il nostro personaggio verso una riscoperta di se stesso, verso una risoluzione dei problemi.
Un romanzo sicuramente malinconico ma positivo, una lettura che farà riscoprire l’essenziale.
Lo stile di scrittura è molto semplice, acerbo e a volte la lettura ne risente rallentando il ritmo.
Però dobbiamo ricordarci che si tratta di una seconda opera di un’autrice molto giovane che ha tutta la strada davanti per migliorare da un punto d vista stilistico.
Il mio consiglio è di osare un pochino di più, di pensare meno alla forma e più al carattere della sua scrittura.

A presto,

arimi

 

 

 

http://romance-e-non-solo.blogspot.it/2016/09/recensione-il-mondo-dellaltrove-di.html

 

Recensione da A Little Nerd’s Shelf

Intestazione
Ciao a tutti! ❤
Come promesso, eccomi qui a parlarvi di questo libro la cui autrice mi ha gentilmente chiesto di recensire. Quindi, bando alle ciance e cominciamo a lavorare come si deve (che purtroppo oggi non ho molto tempo) u.u

Titolo: Il mondo dell’altrove
Autore: Sabrina Biancu
Editore: Marco Del Bucchia Editore
Prezzo: €12,00

Trama: Cinque racconti – in cui realtà e fantasia si mischiano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina

Recensione: Essendo una raccolta di racconti, la recensione sarà molto molto molto breve. E’ stata una lettura piacevole, soprattutto grazie allo stile semplice, scorrevole, che in un certo senso ricorda quello delle favole dei bambini. E questo è sicuramente un pregio (a mio parere) perché credo che, più lo stile di una storia è semplice (non banale, quello mai), più arriva in profondità ciò che l’autore vuole comunicare ai suoi lettori.
Come semplice e diretta è anche la caratterizzazione che la scrittrice fa dei personaggi che ha creato: sono tutte figure che, in un modo o in un altro, si ritrovano a crescere, a cambiare, a migliorare, a volte arrivando anche a sacrificare se stessi pur di fare la cosa giusta, la scelta giusta che può portare alla vera felicità, quella che tutti cercano ma che soltanto pochissimi riescono a trovare davvero, nascosta tra i meandri della propria anima e di quella delle altre persone.
Sono personaggi che si aiutano a vicenda, sanando le ferite dell’altro, amandolo per ciò che è, apprezzandolo nella sua totalità senza chiedergli mai di cambiare la sua vera natura.
Il messaggio di questo libro è un messaggio di continua speranza: bisogna sempre credere nei propri sogni, pensare con la propria testa, imparare dai propri errori senza incolpare nessun altro, sognare e credere nelle proprie capacità fino in fondo., senza preoccuparsi delle cadute e di quanto tempo ci vorrà prima di essere davvero felici e veramente vivi. E’ ciò che tutti dovrebbero fare per stare bene con se stessi e con gli altri. Perché dando fiducia e rispetto a se stessi, automaticamente si dà fiducia e rispetto agli altri che stanno intorno a noi
Devo ammettere che l’ho trovato molto, molto piacevole da leggere; anche se non mi ha toccata nello stesso modo in cui altri libri di questo tipo (soprattutto con questi temi) hanno fatto, è stata una storia capace di farmi sorridere spesso. E questo non posso ignorarlo.

Voto:

E anche oggi, il post si conclude qui. Fatemi sapere che cosa ne pensate, ci conto! *^*
Ringrazio nuovamente l’autrice per avermi gentilmente fornito la copia del suo lavoro ❤
A presto carissimi, stay tuned! 😉
Un bacione, Letizia ❤

Recensione da La Libreria Incantata

Ringrazio ancora l’autrice, che è stata  gentilissima  a inviarmi una copia del proprio romanzo, quindi partiamo con la recensione di “Il mondo dell’altrove” di Sabrina Biancu. 🙂

Titolo: Il mondo dell’altrove
Autore: Sabrina Biancu
Prezzo: 12,00€
Pagine: 116
Pubblicazione: 2015
Editore: Marco del Bucchia Editore

Cinque racconti in cui fantasia e realtà si mescolano, capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare.
Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

Di cosa parla “Il mondo dell’altrove”? È una raccolta di racconti che affrontano temi importanti, ma trattati in stile fiabesco. I protagonisti che troviamo sono personaggi che hanno affrontato e devono ancora affrontare tante cose, e che portano un grosso masso sulla schiena che si chiama in diversi modi: paura, vergogna, incomprensione… ma che, in un modo, o nell’altro, li accomuna tutti. Io non sono un vero e proprio amante dei racconti, ma quando ho ricevuto questo libro la curiosità c’era, e quindi l’ho iniziato e subito finito in una giornata! Quanto allo stile, lo definirei magico perché poche volte ho visto uno stile così, e devo dire che è la cosa che più ho apprezzato. “Il mondo dell’altrove” è stata una scoperta … Naturalmente i racconti, essendo divisi gli uni dagli altri, possono risultare più o meno profondi: per esempio, quello che a me è piaciuto di più è stato “Lo spirito della fonte”, quello che piuttosto ho trovato un po’ meno significativo è stato “Rosy e l’anatroccolo”. Quello che più invece mi ha angosciato è stato “La rosa bianca”, ma ho trovato molto bello la morale finale che l’autrice voleva dare. Il messaggio in generale del libro secondo me e quello che anche  nei momenti più bui si devono rimboccare le proprie maniche e si deve andare avanti. 🙂 Ti è piaciuto? lo consigli? Assolutamente si. 🙂
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