1. Statuetta di Bastet, museo del Louvre

Bastet (anche Bast o Bastit) è una divinità egizia appartenente alla religione dell’antico Egitto. È stata una delle più importanti e venerate divinità fra le antiche religioni, raffigurata o con sembianze femminili e testa di gatta o semplicemente come una gatta.

 Agli esordi del suo culto era una divinità dai tratti solari simboleggiante il calore benefico del Sole, venerata per la sua potenza, la sua forza, la sua bellezza e la sua agilità.
Centro del suo culto era la città di Par Bastet (la Bubasti dei greci, attuale Zagazig, vicino aldelta del Nilo), dove – secondo Erodoto – si svolgevano anche dei festeggiamenti periodici in onore della dea, comprendenti processioni di barche sacre e riti orgiastici e dove è stata rinvenuta una necropoli di gatti sacri mummificati, con relativo tempio.
 

Il culto di Bastet

Bastet

Alle origini Bastet era una dea del culto solare, ma col tempo divenne sempre più di quello lunare. Quando l’influenza greca si estese sulla società egiziana, Bastet divenne definitivamente solo una dea lunare, in quanto i Greci la identificarono con Artemide.
A partire dalla II Dinastia, Bastet venne raffigurata come un gatto selvatico deldeserto oppure come una leonessa, tanto che era confusa o assimilata a sua sorella la deaSekhmet. Venne rappresentata come unfelino domestico solo intorno al 1000 a.C.
Bastet è la “Figlia di Ra“, quindi ha lo stesso rango di altre dee quali Maat e Tefnut. In più, Bastet è uno degli “Occhi di Ra“, nel senso che viene mandata specificamente ad annientare i nemici dell’Egitto e dei suoi dei.

Da quando i Greci identificarono Bastet conArtemide, Bastet fu detta “madre del Dio dalla testa di leone Mihos” (anch’egli venerato aBubasti, insieme a Thot), e fu raffigurata comunemente o come donna con la testa di una gatta o come gatta vera e propria.

 

Il culto dei gatti

Gli antichi egizi addomesticarono i gatti che vivevano ai confini del delta del Nilo, originariamente per debellare i topi che infestavano i granai.
Col passare del tempo, non ci fu casa o tempio od edificio che non registrasse la presenza di almeno un gatto, tenuto peraltro con ogni cura. Quando uno di questi felini moriva, si dice che il padrone usasse radersi le sopracciglia in segno di lutto per l’animale e di rispetto nei confronti della dea.

Il culto di Bastet raggiunse una diffusione tale che il gatto in Egitto era protetto dalla legge. Era vietato fare loro del male o trasferirli al di fuori dei confini del regno dei faraoni. Chi violava tali disposizioni, era passibile di pena di morte.
Nonostante le leggi egizie proibissero l’esportazione dei gatti, ritenuti animali sacri, i navigatori fenici li contrabbandarono fuori del paese, facendone oggetto di commercio insieme ad altre merci preziose.
Furono poi i Romani a portarli per primi nelleisole britanniche.

 

Le leggende

Racconta una leggenda che Bastet, punta da uno scorpione, fu guarita da Ra.

Gli Egizi avevano un modo di dire: «non si accarezza la gatta Bastet, prima di aver affrontato la leonessa Sekhmet». Bastet è infatti comunemente abbinata a sua sorellaSekhmet, alla dea dalla testa di leone diMemphis, a Uadjet e ad Hathor.
Questo modo di dire affonda le sue radici nella leggenda di Ra che, infuriato, provocò una siccità (evento terribile per gli egizi che vivevano delle piene del Nilo).
Quando si fu calmato, Ra mandò Thot a cercare Bastet in Nubia, dove la Dea si nascondeva sotto forma di leonessa (Sekhmet). Discendendo il Nilo, Bastet si era bagnata nel fiume in una città sacra a Iside, trasformandosi di nuovo in gatta ed era entrata trionfante a “Par Bastet” (città dei gatti), dove fu poi trovata da Thot; per molti secoli gli egizi hanno ripercorso il suo viaggio in venerazione dei gatti.

 

 

Fonte: Wikipedia

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bastet

Annunci