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Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, perché uno di questi giorni lo sarà

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Vita

Vivere in equilibrio

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Dal latino aequilibrium, è composto da aequus «uguale» e libra«bilancia»,  cioè vivere in uno stato senza eccessi o privazioni per mantenere una buona salute fisica, mentale e spirituale.

L’acqua è alla base della composizione corporea e bisogna introdurla con la dieta, circa 2 litri al giorno, ma  all’eccesso può diventare letale.

Nel gennaio del 2007 una giovane donna, madre di tre figli, è morta per aver bevuto due litri d’acqua in 15 minuti, per partecipare a un concorso radiofonico in cui si poteva vincere un box per videogame; mentre nel 2008 una donna di nome Jacqueline Henson, madre di cinque figli, non ce l’ha fatta  dopo aver bevuto quattro litri di acqua in sole 2 ore, a causa di una dieta che prevedeva di bere tantissima acqua e solo 500 calorie al giorno. È arrivata solo alla prima settimana di dieta. Questo fa capire come un elemento essenziale per la vita, come l’acqua, portato all’eccesso può diventare dannoso, e nei casi più gravi letale.

Anche lo sport, punto chiave per una vita sana, può essere pericoloso per il corpo quando è troppo. Infatti più di sette ore a settimana aumenterebbe il rischio di calcificazione alle coronarie, elemento che sembrerebbe portare eventi come ictus e infarto.

Infine abbiamo la dieta, un adulto dovrebbe assumere circa 2000 calorie al giorno, se ne vengono introdotte poche o troppe si possono verificare dei danni a carico della malnutrizione, uno squilibrio tra i nutrienti di cui l’organismo necessita e i nutrienti che riceve. La malnutrizione porta sia all’ipernutrizione, cioè il consumo di quantità eccessive di calorie o di qualsiasi nutriente specifico, sia alla denutrizione.

È chiaro che nei paesi industrializzati è presente in misura maggiore l’ipernutrizione, tutravia la denutrizione si può presentare in casi particolari: i senza fissa dimora, chi è affetto da patologie che non gli permettono di nutrirsi adeguatamente e gli anziani. Quando non si assume una quantità sufficiente di calorie, l’organismo comincia a scomporre i propri grassi e li utilizza per produrre calorie. Una volta consumati tutti i depositi di grasso, l’organismo può scomporre gli altri tessuti, come quello muscolare e degli organi interni, causando gravi problemi, fino al decesso.

Il corpo è come un tempio e bisogna trattarlo bene, perché contiene la nostra mente e il nostro spirito.

Lo spirito è la nostra essenza, il  nostro essere, è come una fiamma che arde incessantemente e ci ricorda che non siamo semplici spettatori ma gli attori della nostra vita.

La mente, invece, sta in cima e ci guida sorretta dal cuore.

Corpo, mente e spirito devono vivere in equilibrio, altrimenti ciò che fa male dentro porterà delle ripercussioni anche fuori, perché il corpo diventerà solo un contenitore vuoto; senza di esso, poi, non si potrebbe mostrare la creatività e l’allegria, e altre cose meravigliose.

È importante l’equilibrio per evitare la malattia, soltanto prendendosi cura di tutti e tre si vivrà in uno stato di benessere. Come? Ascoltando il proprio corpo, alimentando la mente attraverso un atteggiamento positivo nei  confronti della vita, e fortificando ogni giorno lo spirito. Quando questi tre aspetti sono in equilibrio si gioisce della vita e ogni giorno è una rinascita e una nuova occasione per fare il meglio di sé.

Una cosa fondamentale è che non bisogna dimenticarsi della felicità come stile di vita, essa permetterà di vivere la vita che si è sempre desiderata!

E le persone felici sono contagiose! 😄

 

 

Immagine: fonte web

http://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-alimentari/denutrizione/denutrizione

http://www.vittoriadiamanti.it/2017/06/lo-sapevi-che-lequilibrio-corpo-mente-e-spirito-puo-salvarti-la-vita/

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Sono tornata!

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È trascorso più di un anno dall’ultima volta che ho scritto sul blog, e intanto nella mia vita sono successe tante cose!

Ho pubblicato il mio libro sulla Sardegna, mi sto per laureare e, cosa più importante, sono diventata clown di corsia!

È una cosa che ti cambia dentro e ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva, lasciando andare il superfluo ma trattenendo l’essenziale.

Quest’anno ho conosciuto tante persone, con alcune ho stretto una vera amicizia mentre altre se ne sono andate, ma tutte hanno lasciato qualcosa, ognuna da sempre un pezzo di sé e prende un pezzo di me.

Ho passato tanto tempo a riflettere e capire quanto ci siano delle situazioni che vale la pena vivere intensamente, che non hanno bisogno di foto perché lasciano segni indelebili e ricordi indimenticabili, e bisogna assaporare appieno ogni momento perché non si sa quando arriverà il prossimo incontro.

C’è stato un momento di sbandamento anche con la scrittura, ma oggi una proposta ha acceso una nuova scintilla in me, e se andrà in porto ve ne parlerò.

Intanto vi abbraccio, vivete sempre con amore e gratitudine!

Sabrina

Affrontare e rialzarsi da un fallimento

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A tutti noi capitano dei momenti in cui le cose non vanno al meglio e spesso non riusciamo a reagisce e rialzarci, perciò ci diamo dei falliti.

Ci sentiamo delusi, depressi, frustrati con il timore di intraprendere altre strade, ma questo stato di paralizzazione deve finire, altrimenti avremo sempre paura nel fare nuove esperienze.

Chi non ha sogni, obiettivi e progetti che vuole concretizzare, e il fatto che le cose non vadano come credevamo non significa essere dei falliti, magari vuol dire solo che dobbiamo riorganizzarci e provare qualcos’altro.

Cosa possiamo fare in questo senso?

Come prima cosa dobbiamo spostare l’attenzione da essere falliti al fatto che la situazione è stata fallimentare, noi non siamo la situazione, e dei giudizi così pesanti non possono che peggiorare le cose!

In secondo luogo dobbiamo trattaci con benevolenza, amarci nonostante tutto e ammettere di essere fieri di ciò che siamo, qualsiasi cosa abbiamo fatto in passato. Comunque ci abbiamo provato, magari facciamo un passo indietro e riorganizziamo le cose.

Terza cosa possiamo chiederci cosa vogliamo per il futuro, magari scopriamo che ciò che è successo è stato solo un modo per capire che quella situazione ci stava stretta, ed è un monito per interrogarci. Cosa posso fare, qui e ora, per vivere al meglio? Magari scopriamo che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è stare fermi, non fare nulla.

Nella vita abbiamo tante occasioni per guardarci dentro, farci domande, capire cosa vogliamo e a volte le situazioni che reputiamo le più negative possono darci più input, più stimoli.

A chi non piace essere lodati, un bravo e una pacca sulla spalla fanno piacere a tutti, e anche se delle volte è giusto queste situazioni non ci permettono di migliorare, invece sono i momenti più duri, quelli dove ci dicono chiaramente che abbiamo sbagliato a spingerci verso nuovi orizzonti.

Cerchiamo di guardare, in ogni situazione, la doppia faccio della medaglia, solo così possiamo capire se ciò che ci capita è una catastrofe o un’opportunità. Ci sono tante storie di persone che nelle situazioni più difficili e disparate hanno colto l’opportunità di guardare le cose da un’altra prospettiva, e hanno ringraziato perché magari non si sarebbero mai comportati in certi modi, non avrebbero mai capito di avere delle risorse, di poter usare queste opportunità per crescere.

Ci sono due storie che voglio condividere.

La prima è la storia cinese del vecchio contadino saggio e del suo cavallo:

Un giorno il figlio gli disse:

– Padre che disgrazia, il nostro cavallo è scappato dalla stalla!

– Perchè la chiami disgrazia? rispose il padre!

– Aspettiamo e vediamo cosa succederà nel tempo!

Qualche giorno dopo il cavallo ritornò portando con sè una mandria di cavalli selvatici.

– Padre che fortuna! Esclamò questa volta il ragazzo.

Il nostro cavallo ci ha portato una mandria di cavalli selvatici.

– Perchè la chiami fortuna! rispose il padre. Aspettiamo e vediamo cosa succederà nel tempo.

Qualche giorno dopo, il giovane nel tentativo di addomesticare uno dei cavalli, venne disarcionato

e cadde al suolo fratturandosi una gamba.

– Padre che disgrazia, mi sono fratturato una gamba.

Ma anche questa volta il saggio padre sentenziò:

– Perchè la chiami disgrazia? Aspettiamo e vediamo cosa succede nel tempo.

Ma il ragazzo per nulla convinto delle sagge parole del padre, continuava a lamentarsi nel suo letto.

Qualche tempo dopo, passarono per il villaggio gli inviati del re con il compito di reclutare i giovani da inviare in guerra.

Anche la casa del vecchio contadino venne visitata dai soldati reali, ma quando trovarono il giovane a letto, con la gamba immobilizzata, lo lasciarono stare per proseguire il loro cammino.

Qualche tempo dopo scoppiò la guerra e molti giovani morirono nel campo di battaglia, il giovane si salvò a causa della sua gamba zoppa.

Fu così che il giovane capì che non bisogna mai dare per scontato né la disgrazia né la fortuna, ma che bisogna dare tempo al tempo per vedere cosa è bene e cosa è male.

 

La seconda è la storia indiana del vaso rotto:

Un portatore d’acqua, in India, aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso alle estremità di un palo che portava sulle spalle.

Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro vaso era perfetto. Alla fine della lunga camminata che l’uomo faceva dal ruscello verso casa, il vaso integro arrivava colmo di tutta l’acqua raccolta, mentre quello crepato ne conteneva ormai più poca. Questo andò avanti per anni. Naturalmente, il vaso perfetto era ideale per il compito per cui era stato costruito e orgoglioso dei propri risultati; viceversa, il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, e si sentiva un miserabile fallito perché era in grado di compiere solo parte del suo compito, così un giorno decise di parlare al portatore d’acqua dicendogli:

“Mi vergogno di me stesso, e voglio scusarmi con te. Sono stato in grado di fornire solo la metà del mio carico, perché a causa di questa crepa nel mio fianco tutta l’acqua se ne esce durante tutta la strada fino a casa tua. A causa dei miei difetti, non ottieni pieno valore dai tuoi sforzi “.

Il portatore d’acqua disse allora al vaso: “Hai notato che c’erano solo fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? Ho sempre saputo del tuo difetto, e così ho piantato semi di fiori lungo il sentiero dal tuo lato e, ogni giorno, mentre tornavamo, tu li annaffiavi. Per anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la mia tavola e, senza il tuo essere semplicemente come sei, non ci sarebbero quelle bellezze ad abbellire la mia casa “.

In Giappone invece c’è un’usanza molto bella.
Quando un vaso si rompe non viene buttato, ma si aggiusta con della resina mista a oro.
Secondo i Giapponesi infatti, il vaso rotto e riparato con quelle deliziose venature dorate che sono il risultato dell’unione dei pezzi frantumati, starebbe a significare la vita ed i cambiamenti che essa porta con sé. È proprio attraverso quelle crepe dorate che può entrare la luce!

La vita in effetti, non è mai lineare ma anzi presenta sempre delle spaccature, delle scissioni, che ci portano a compiere nuove scelte e ad intraprendere nuovi percorsi. E proprio come spesso noi siamo orgogliosi di aver superato con successo delle impreviste difficoltà, così anche il vaso è fiero di mostrare i segni di ciò che ha superato con fatica.

Questo ci fa capire che dobbiamo affrontare i fallimenti a testa alta e con fierezza, cercando di trarre il meglio da ogni situazione!

Fonti:

http://www.demetra.com

http://www.demetra.org/index.php/i-classici-della-letteraratura-antica-sp-476846801/63-letteratura-orientale/255-il-contadino-saggio-racconto-cinese

Passoinindia

https://passoinindia.wordpress.com/2013/11/11/la-favola-indiana-del-vaso-rotto/amp/

 

Wasterpierce.altervista.

La Felicita

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La Felicità è un qualcosa a cui tutti aspiriamo ma che a molti sembra impossibile raggiungere. Eppure non è una chimera, un’utopia o qualcosa che esiste nelle belle favole.
Questo lo posso assicurare, perché io la vivo in prima persona.

Alcuni anni fa credevo di essere felice invece non era così, me ne sono resa conto solo quando una persona che è diventata una delle mie più care amiche mi ha detto chiaro e tondo quanto fossi negativa, pessimista e vittima e mi ha buttato in faccia tutta l’infelicità che stavo vivendo. È stata ed è ancora una delle persone più vere e sincere che conosca e non posso che ringraziarla per tanta cruda realtà.

Da allora ho preso la decisione che la mia vita doveva cambiare e mi sono fatta la promessa che sarei diventata una persona migliore. Non è stato semplice, ce n’è voluto lavoro per migliorare il carattere, l’autostima, l’aspetto fisico, ma ogni passo mi portava verso una sensazione nuova, mai sentita prima e un sorriso costante mi si è stampato in faccia, perché più cambiavo più sentivo una pace e una serenità interiore che sprigionavano naturalmente. Parlo di camminare a testa alta perché sono più sicura e mi amo, di voler donare agli altri il sorriso e la gioia, perché quando si provano questi stati la cosa che si desidera di più è che li vivano anche gli altri.
Ma cos’è la felicità? La felicità non è una meta da raggiungere, non un luogo, non si trova in un oggetto e non ce l’ha un saggio sopra una montagna a cui andare a domandarla. La felicità è uno stato di estasi e gioia, la contentezza che si irradia dal cuore, quel sentimento che ti accompagna nonostante le situazioni che vivi nella vita, più o meno difficili. Tutti abbiamo problemi e pensieri, ma chi è felice si concentra sul trovare la soluzione, prende i piccoli imprevisti della vita come situazioni da mettere in conto e da cui ci non ci si può far abbattere per giorni e giorni, sa cosa vuole e cerca di fare qualsiasi cosa per ottenerla, ha dei sogni e dei progetti per il futuro e vuole assolutamente realizzarli.
Le persone felici non si preoccupano di cosa fa il prossimo, e non devono andare a criticare gli altri perché sono concentrati su di se, ma ciò non significa essere egoisti o non avere rispetto, semplicemente sanno che prima di aiutare le altre persone devono risolvere ciò che hanno in sospeso, poi potranno pensare a come poter tramandare agli altri ciò che hanno capito.
Spesso, nella nostra società, siamo portati a essere molto competitivi, sembra quasi che se non schiacciamo gli altri non riusciremo mai ad emergere, ma questo atteggiamento alla lunga porta le persone ad essere frustrate, nervose e infelici, così spesso non aspettano altro che le due settimane di vacanza per essere finalmente in pace. Ma anche se con il corpo si è lontani dall’ufficio la mente è ancora lì a lambiccarsi nei pensieri autodistruttivi che li porteranno a non godersi il momento. Perché succede questo? Perché la felicità parte da dentro.
Ciò che dobbiamo capire è che nessun luogo, nessun oggetto, nessuna persona e nessuna cosa può darci felicità. Noi siamo felici se arriviamo ad uno stato interiore di equilibrio, che ci porti a vivere il momento presente, il qui e ora, a godere di ciò che abbiamo, a essere grati di ciò che possediamo. Quando dobbiamo andare da qualche parte non pensiamo alla meta ma cominciamo a goderci il viaggio, quando siamo in famiglia guardiamo le facce dei nostri cari e dedichiamo loro tutto il nostro tempo, quando facciamo qualcosa prestiamo attenzione, non lasciamo che i movimenti meccanici ci facciano andare lontani con la mente; se incontriamo un amico che non vedavamo da tempo lasciamo il cellulare in borsa, e ogni tanto cerchiamo di ascoltare anche chi non conosciamo, potremmo rallegrargli la giornata.

Pensiamo a tutti i giorni in cui viviamo, può capitare che nell’arco di 24 ore  proviamo diverse sensazioni, anche presi dalla routine, e non facciamo caso se siamo tristi o allegri o annoiati, e ci facciamo sopraffare da quello che capita senza sapere che possiamo cambiare ciò che proviamo, basta davvero poco. A volte una camminata, sentire della musica, occuparci di una passione ci fa stare bene senza rendercene conto. E se riusciremo a vivere questi momdobbiamo essere consapevoli che la felicità è fatta di tanti piccoli attimi che sommati portano a uno stato di benessere dove tutto il resto si annulla e riusciamo a trovare quell’equilibrio, quella pace e quella serenità che ci fa sentire come se avessimo il sole dentro.

Non lasciamoci schiacciare dagli eventi, ricordiamoci che tutto dipende da noi, da come decidiamo di vivere quello che ci capita.

Io la felicità l’ho trovata, e vi garantisco che esiste davvero!

 

Virtù da possedere (per scrittori e non)

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Qualsiasi sogno merita rispetto, perché è un desiderio che spesso si coltiva da tutta una vita.

Per alcuni è più facile e veloce realizzarlo, per altri, ahimè, la strada è lunga e tortuosa. Durante il percorso dobbiamo ricordarci di continuare a camminare, a volte ci si può fermare a riposare ma dobbiamo proseguire un passo dopo l’altro.

Ho imparato che la strada dello scrittore, come ogni lavoro, è disseminata di ostacoli, ci sono poi le persone che cercano di indurci in tentazione con scorciatoie veloci e squallide, ma se riusciamo a non farci trarre in inganno e proseguiamo imperterriti verso il nostro cammino, il dono finale sarà qualcosa di speciale.

Durante questo faticoso ma bellissimo viaggio sto conoscendo persone meravigliose, disposte a credere in me e dare fiducia al mio lavoro, che mi stanno ripagando con bellissimi giudizi sulla mia opera. Non posso che essere grata a ognuno di loro e non deludere le aspettative che hanno riposto in me.

La cosa più importante da tenere a mente, non solo per uno scrittore ma per qualsisi persona, è L’UMILTÀ.

Non dobbiamo mai dimenticare chi siamo e da dove siamo partiti, la famiglia che abbiamo avuto alle spalle e i valori che ci sono stati inculcati, conditi dalle parole “per favore”, “grazie” e “scusa”. Un vero uomo non si giudica da quanti sbagli fa ma da quante volte ammette l’errore. Tutti siamo fragili e ognuno vorrebbe essere a modo suo perfetto, ma la perfezione non esiste, dobbiamo rendercene conto.

Quindi, in qualsiasi lavoro, in qualunque situazione stiamo con i piedi per terra, nessuno nasce con un piedistallo sotto le scarpe e nessuno è così importante da poter essere considerato di più rispetto a un altro. Questo è da tenere a mente!

Partire con umiltà prima di tutto.

Seconda cosa, non solo per uno scrittore ma per chiunque voglia perseguire un obbiettivo è la TENACIA.

Bisogna essere persevernti e provare e riprovare per arrivare a raggiungere una meta. Nessuno bussa a casa con la guida di come ce l’ha fatta nella vita, ognuno sa cosa deve e non deve fare, quindi occorre solo impegnarsi e andare avanti.

Parlo per esperienza, man mano che decidevo come pubblicizzare il mio libro si apriva una strada, poi un’altra, e questa portava a una nuova scoperta. E come in un grande puzzle ho capito che pezzi prendere per comporlo, poi mi veniva dell’altro in mente; ma, intanto, ero partita da un’idea nella mia testa che ho deciso di seguire.

Questo funziona per ogni sogno, ogni lavoro, e tutto ciò che desideriamo.

Il terzo importante valore è l INTEGRITÀ MORALE.

In qualsiasi momento della vita passiamo sentirci frustrati se vediamo i nostri sogni sospesi a mezz’aria, senza sapere bene che fare e quanto ci vorrà.

Se vi viene voglia di trovare scappatoie, non fatelo! Non ne vale la pena e poi vi può ulteriormente penalizzare e rallentare nelraggiungimento dell’obbiettivo.

Ricordatevi,  tagliando per i campi perderemo la bellezza di assaporare il paesaggio.

Parlo per esperienza diretta, pure io a un certo punto ho visto un miraggio, un’oasi che pareva felice ma in realtà non lo era. Mi sono affidata a un editore a pagamento e lì è cominciato l’esodo. Non si faceva sentire, trovarlo era un’impresa e nessuno dava importanza al mio libro perché, giustamente, chi da credito a qualcuno che ti chiede soldi invece di aiutarti a farli?

Così sono stata ferma, nell’attesa che il contratto accadesse, e la scorciatoia mi si è ritorta contro. Mi sono pentita e non scenderò più a nessun tipo di compromessi.

Quando vi viene voglia di prendere la strada che sembra più veloce, ripensateci! Sicuramente ci saranno molte più insidie della strada più lunga. Non sappiamo mai cosa ci riserva il futuro, ma possiamo fare in modo che almeno sia piacevole e che le nostre scelte ci facciano dormire la notte e stare con la coscienza a posto.

Ultimo, ma non per importanza, SEGUI IL TUO CUORE.

Tu sai cosa vuoi, sei consapevole dei tuoi sogni, ti conosci meglio di chiunque altro e sono sicura che vuoi qualcosa con tutte le tue forze. Devi solo seguire il cuore!

Non è difficile, per chi non fosse abituato basta sedersi in silenzio e cercare di capire, farsi delle domande e aspettare le risposte.

Io ho capito all’età di otto anni cosa sapevo e volevo fare, ma ne ho preso piena consapevolezza solo a quindici. Eppure, dentro me, c’era una vocina che diceva di scrivere e tirare fuori ciò che avevo dentro.

La scoperta del campo più congeniale è stata lunga, eppure la vocina interiore mi ricordava di non mollare, e io non ho dovuto fare altro che ascoltarla. Sarà quel famoso sesto senso ma io sapevo di essere portata per scrivere.

Ora, dopo le prime dieci recensioni positive, posso dire che ho fatto bene a seguire la vocina e che non smetterò mai di farlo!

E ancora grazie a tutte le persone che mi accompagnano in questo viaggio!

Vivere un sogno a bordo di una mongolfiera

Do What You Love

Il mondo è composto da tante persone.

ce ne sono alcune che decidono di non seguire i sogni e altre che vorrebbero farlo ma ci mettono tanta fatica, non perchè sia diffcile prendersi carico dei propri sogni ma perchè trovano tanti ostacoli. A volte basta che siano spronate per dare il via al tutto, ed aiutarle sarebbe proprio quello di cui hanno bisogno. Sprechiamo tempo a fare cose inutili, talvolta ci annoiamo, ma io ho imparato che se solo ogni tanto ci fermassimo ad asoltare le persone, quelle che sono accanto a noi e di cui a volte non ci accorgiamo dei loro bisogni,  potremmo davvero fare un’enorme differenza.

Da un anno circa conosco questa persona e posso dire che ho notato tanti cambiamenti in lei, e ora sono fiera di dire che ha deciso che i sogni sono la cosa più importante e anche se è difficile deve prendersene cura, perchè questo fa la differenza, perchè la fa sentire viva!

Ora vive a bordo della sua mongolfiera, con la testa tra le nuvole e il cuore riverso a un domani migliore!

Visitate il suo blog, seguite i suoi sogni!

http://da-sogno-a-realta.blogspot.it/

 

Vi presento un’amica sognatrice

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Il mondo è fatto dai sognatori!
Tutti abbiamo bisogno di sognare, e per la mia amica sognare è vita!
Nella settimana del concorso dedicato ai sogni voglio farvi conoscere meglio una persona speciale, una grande sognatrice con un’inesauribile talento.
Tutti abbiamo bisogno di sognare, ma soprattutto di dare voce ai sogni, di fare di tutto per realizzarli.
Lei tiene tanto ai suoi sogni che sono davvero belli e fa di tutto per realizzarli!
È una sognatrice DOC!
Ve la presento:
Mi chiamo Giusy e sono una ragazza che fin da piccola ha sempre visto il mondo attraverso un foglio ed una matita.
Amavo tuffarmi in quel foglio bianco e potergli dar voce attraverso delle forme o a dei colori per me era pura magia.
Non so cosa esattamente mi spingeva a disegnare, ma quando avevo dinanzi a me un foglio ed una matita la mia mano viaggiava verso l’infinito ed oltre.
Per me il mondo era come un grande foglio da disegnare e colorare.
Amavo il profumo della tempera e il contatto con essa. Riuscivo ad entrare in un mondo magico dove tutto era possibile, l’immaginazione non aveva limiti.
Poi ho dato vita a questo mio mondo e ne ho fatto un lavoro, diventando così una grafica. Ma qualcosa mi spingeva oltre, non volevo che la mia creatività avesse limiti…e così è nato il mio mondo. ..”Un mondo dove i sogni volano in alto”.
La creatività non ha limiti se i sogni continuano a volare sempre più in alto, oltre qualsiasi confine…oltre l’immaginazione.
Se si crede nei propri sogni si tocca con mano la vera felicità.
Attraverso la mia creatività provo ad esprimere le emozioni dando loro una forma più concreta per trasmettere sensazioni sempre più intense.
Quindi come avrete ben capito sono una ragazza con i piedi per terra ma con una mente che viaggia oltre le nuvole…la mia unica direzione?…i Sogni!!! 🙂
Potete seguirmi anche su Facebook:
Giusy Acunzo
Questa è la pagina che ospita le sue creazioni, a cui riesce a dar vita a bordo di una mongolfiera che viaggia sulle nuvole!
 Ha aperto un negozio dove vende le sue tazze da sogno, disegnate e realizzate da lei:

Qualsiasi cosa ti riservi la vita non mollare!

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Il 31 dicembre 2015 è stato il giorno dei buoni propositi del nuovo anno. Con il cuore pieno di speranze ho fatto delle promesse e mi sono lasciata il passato alle spalle.
Anno nuovo vita nuova mi sono detta!
Sono passati pochi giorni per capire che ci sono delle cose, delle situazioni statiche, e benché io m’impegni con tutte le mie forze a cambiare, se le cose rimangono uguali non si arriverà mai a un punto di svolta.
Credo che quando le cose rimangono sempre le stesse possiamo arrivare a un punto di svolta: accanirci o arrenderci.
Ci sono dei casi in cui la resa non equivale a mollare, ma prendere atto della situazione e decidere di non farci del male cercando di riportare le cose com’erano è un atto coraggioso.
Il passato non torna più, dobbiamo vivere il presente cogliendo le nuove opportunità, per una cosa negativa accaduta ce ne saranno tante altre positive: persone, opportunità, cose che non si credevano possibili.
A volte il problema è lo stallo nel passato per non voler cambiare, ma offriamo delle opportunità al nuovo, alle persone che non conosciamo e fidiamoci dell’istinto, lui sa la differenza tra giusto e sbagliato.
Nonostante tutto ciò che comincia a riservarmi questo anno nuovo, più bene che male, anche in quella situazione che non cambierà mai, io non mi arrendo, non voglio e non posso! Attraverso l’amor proprio e l’autostima vivo il presente che sono sicura mi riserverà belle cose.
E se perdo qualcosa sono sicura che è così che deve andare, per farmi crescere e maturare, per aprirmi gli occhi e costringermi a cambiare. Prendere una direzione diversa non deve spaventare, fa conoscere nuove strade e magari altri bei paesaggi!
Mai mollare nella vita!

Il sale della vita è SOGNARE

Tutti sognamo, tutti lo facciamo a occhi chiusi quando dormiamo  ma solo i veri sognatori lo fanno a occhi aperti.

I sogni accompagnano la nostra vita fin da quando siamo bambini, e quando ci hanno chiesto cosa volevamo fare da grande sono sicura che ognuno di noi aveva un’idea ben precisa.

Ma i sogni, quelli veri, non si perdono strada facendo e continuano ad albergatori in noi in età adulta.

I sogni ci fanno alzare la mattina e metterci a lavoro per realizzarli, ci fanno brillare gli occhi per quanto ci emoziona ogni passo nella loro realizzazione, ci fanno volare pur restando con i piedi per terra. I sogni ci farebbero fare qualsiasi cosa pur di realizzarli, andare avanti purché pochi credano in noi e voler dimostrare che ciò che inseguiamo ha un grosso senso.

Un sogno prende un grosso posto dentro al cuore, esso diventa la nostra casa di luce quando ne sentiamo il bisogno in un mondo fatto di realismo e disillusione. La luce ci guida nonostante tutto, ed è impossibile fingere che  non esiste, perché ogni tanto tornerà a bussare sempre più forte finché esploderà infiammandoci della volontà di ascoltalo.

Nessun sogno è stupido se conta per noi, si nutre di fantasia e immaginazione e ci fa restar un po’ bambini. Chi non ascolta il suo sogno è non segue la sua luce non sarà mai del tutto felice e continuerà a cercarla nelle cose ma non capirà che tutto quello che cerchiamo e già dentro di noi.

Per me il sogno mi fa alzare la mattina, mi da un senso e uno scopo, mi porta ad avere l’adrenalina a mille, mi fa vivere ogni giorno apieno.

Un sogno è la luce e il sale della mia vita, e qualcosa che non morirà mai!

Sogni4

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